La storia di tutta la Fortezza rivive nei 100 anni dell’Itala

Entrano nel vivo le manifestazioni per celebrare il secolo della polisportiva Antipasto alle 18 con inaugurazione della mostra alla Spazzapan di Gradisca
Bumbaca Gorizia 13.03.2019 Gradisca, allestimento mostra Itala © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 13.03.2019 Gradisca, allestimento mostra Itala © Fotografia di Pierluigi Bumbaca



Una storia di sport. Ma anche di una cittadina intera. Scritta da tre diverse generazioni attraversando i cambiamenti storici, culturali e di costume della nostra società.

Entrano nel vivo le celebrazioni per il Centenario dell’Itala (poi Itala San Marco e oggi Ism Gradisca), la più longeva e vincente società sportiva gradiscana. E non solo sportiva, si diceva, avendo potuto contare negli anni anche su sezioni culturali e ricreative. Un secolo di vita, fatto che in regione conta pochi precedenti, le cui celebrazioni vivono oggi un piccolo “antipasto” con l’inaugurazione della mostra di immagini che ricostruiscono idealmente la storia del sodalizio in un lungo viaggio della memoria fra volti e momenti indimenticabili. L’esposizione, curata da Lara Ariganello di Crisalide Design e fortemente voluta dal Comitato per i 100 anni presieduto dallo storico ex dirigente sportivo (e già primo cittadino della Fortezza), Franco Tommasini, sarà inaugurata questa sera alle 18 al piano terra di una location prestigiosa come la Galleria Spazzapan di via Ciotti.

È il 23 marzo 1919 quando un gruppo di pionieri (il maestro e primo presidente Pino Odorico, Giovanni Pian, Giovanni Doria, Carlo Tamburlini, Luciano Sevig, Marcello Slanisca e Giovanni Bruckbauer) fonda un sodalizio polisportivo e ricreativo formato da numerose sezioni tra le quali il calcio. Fra gioie e dolori – il rischio di fallimento negli anni Sessanta – la storia della società “madre” si intreccia con quello di altri due club cittadini. Nel 1978 uniscono le forze due delle tre realtà calcistiche cittadine. Da una parte la “socialista” Itala, la più longeva, che espresse anche un campione del mondo di calcio: Gino Colaussi, a segno nella finale di Francia ’38 e icona della Triestina. Dall’altra la “proletaria” San Marco, fondata nel 1957 in una trattoria del borgo Basiol dai ragazzi della periferia in cerca di un polo di aggregazione. Due storie così diverse: la prima, nata come espressione del pensiero mazziniano e di una certa élite. La seconda vessillo della ìnt dai bòrcs.

Nel 1988 sarà assorbita anche la “cattolica” Torriana, espressione del mondo parrocchiale. La fusione fu il crocevia per trovare successi ineguagliabili dapprima con la guida di Silvano Lorenzon, poi con l’avvento di Franco Bonanno: l’ascesa al mondo del professionismo, la serie C. Poi la rinuncia e la rifondazione, incarnata nell’attuale Ism.

Non meno gloriosa la storia della sezione basket, iniziata nel ’32 con il farmacista Gualtiero Morpurgo e altri tredici giovani dirigenti. Nel dopoguerra la scalata al Paradiso: la piccola Itala raggiunge la serie A nel 47-48, sfidando i giganti di Roma, Milano e Bologna. Nel 51-52 la pagina più bella: il secondo posto nel campionato italiano degli “Eroi della Fortezza” allenati da Franco Terrile con 4 elementi (Achille Canna, Oscar Zia, Ciro Zimolo e Sergio Macoratti) a vestire di azzurro. La sezione basket venne rifondata negli anni Sessanta da Italo Bressan, Gianfranco Delfabro e Sandro Delneri. È un dirigente giovane ma competente come Luca Villini a riportarla in C, rifondando il settore giovanile sino alla dolorosa chiusura per mancato ricambio di dirigenti nell’estate del 2006. –



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