La struttura venne inaugurata nel ’72: presidente era Tacchini

A vederlo oggi, così com'è ridotto, non si direbbe nemmeno. Ma lo stadio Campagnuzza non è poi così vecchio. Non certo come il suo predecessore, lo stadio comunale di via Baiamonti. Il “Campagnuzza”...

A vederlo oggi, così com'è ridotto, non si direbbe nemmeno. Ma lo stadio Campagnuzza non è poi così vecchio. Non certo come il suo predecessore, lo stadio comunale di via Baiamonti. Il “Campagnuzza” è un uomo maturo che ha appena compiuto i suoi primi 40 anni, ma che è fuori forma ed ha urgente bisogno di una bella cura rivitalizzante. Il nuovo stadio della città fu inaugurato infatti nel 1972, negli anni dell'indimenticabile presidenza di Aldo Paoli Tacchini, che sarebbe scomparso di lì a poco, nel 1979. Proprio nel '72, tra l'altro, dopo un lungo periodo di difficoltà che potremmo definire come un “medioevo calcistico goriziano” - lontani i ricordi del grande calcio, tra le guerre e nel secondo dopoguerra, con la Serie B nel 1948 che fu il punto più alto della sua storia – la Pro Gorizia riuscì a tornare a buoni livelli centrando la promozione in Serie D. In quegli anni il “Campagnuzza” ribolliva di tifosi ed entusiasmo. Le tribune erano spesso e volentieri piene zeppe, in ogni ordine di posto (anche nella parte alta, oggi chiusa ed inutilizzata, e nella tribunetta sul lato di via San Michele) e la squadra poteva contare addirittura su quattro club di tifosi. Il centro di coordinamento per tutti i tifosi, che organizzava le trasferte ed il tifo al Campagnuzza, si trovava in via Capodistria 6, nella sede della società. Poi c'erano il Pro Gorizia Club “Sezione Alla Delizia”, che aveva sede in piazza Cavour 10, il Pro Gorizia Club “Sezione Al Falegname”, che si riuniva nell'omonima trattoria di via Maniacco, il Pro Gorizia Club “Sezione Alla Madonnina”, nella trattoria Al Gnocco sullo stradone della Mainizza, ed il Pro Gorizia Club “Sezione Dal Pont”, che aveva sede nella trattoria Ca' di Pieri di via Codelli. Dopo gli anni Settanta la Pro Gorizia ha vissuto ancora stagioni importanti in C2, e, negli anni Novanta (quando il “Campagnuzza” è stato anche una delle sedi di supporto e di allenamento in occasione dei Mondiali italiani, come si evince ancora dai simboli presenti sulla struttura) il rinnovato entusiasmo dell'era Pozzo. Prima del difficile presente, che però, anche attraverso il rilancio dello stadio, vive dell'ambizione di trasformarsi in un futuro importante. (m.b.)

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