La Triestina estromessa dalla gara per la gestione del campo di Monfalcone
L’Unione sportiva Triestina è stata esclusa dal bando per la gestione dello stadio comunale di Monfalcone, per cui si erano fatte avanti sia la locale Ufm che (per una parte limitata del bando stesso) l’Asd Aris San Polo Calcio.
La società giuliana, dal punto di vista strettamente tecnico, è stata estromessa dalla procedura, come si legge nel secondo verbale di gara del Comune di Monfalcone, perché di fatto non ha gestito direttamente negli ultimi anni un impianto sportivo, come richiesto invece dal bando in questione.
Ma c’è di più. A quel punto la società alabardata ha portato come attestazione un documento di avvio di istruttoria con il Comune di Trieste per la concessione dell’utilizzo dello stadio Nereo Rocco, ma dalle verifiche effettuate tramite il Servizio appalti e contratti dello stesso Comune giuliano, da parte dei responsabili della procedura per conto dell’ente monfalconese, quel contratto non è risultato essere stato stipulato «causa mancato pagamento delle rate pregresse dovute per l’utilizzo dello stadio».
I bilanci del triennio 2017- 2019 sono inoltre tutti risultati in grave e progressiva perdita - da quanto emerge dall’istruttoria - non rispettando quindi i requisiti richiesti agli operatori interessati a partecipare a gare pubbliche, quelli cioè di possedere la capacità economica e finanziaria necessaria ad assicurare l’osservanza delle obbligazioni contrattuali.
L’Ufm, viene fatto sapere dal Comune di Monfalcone, ha invece integrato senza difficoltà la documentazione finanziaria richiesta, venendo ammessa alla procedura di gara per il primo lotto relativo al campo di via Boito, del valore di 143.852,50 euro (Iva esclusa) per tre anni di gestione, rinnovabile per altri tre, e per il secondo lotto relativo al campo di via Cosulich, del valore di 151.229,50 euro (Iva esclusa) a propria volta per tre anni, sempre rinnovabile per altri tre.
L’Aris San Polo, che gestisce con regolare contratto il campo di calcio di proprietà della parrocchia bisiaca di San Nicolò, in via Sant’Elia, è stata dal canto suo ammessa senza riserve.—
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