La Tripcovich vince sul parcheggio

Quasi quattromila voti per il sondaggio web: il 65% dice no alla chiusura della sala
Foto Bruni 31.01.13 La prima del documentario di Elisabetta Sgarbi
Foto Bruni 31.01.13 La prima del documentario di Elisabetta Sgarbi

Molti triestini non sono d’accordo con l’idea della giunta Dipiazza di chiudere e abbattere la Sala Tripcovich allo scopo di realizzare uno spazio che dia visibilità all’ingresso di Porto vecchio e un parcheggio sotterraneo. È quanto si apprende a colpo d’occhio guardando i risultati del sondaggio online proposto dal Piccolo e al quale hanno partecipato quasi quattromila persone. Il no ha prevalso nel 65% dei casi.

Le votazioni, aperte per 48 ore e chiuse alle 14 di ieri, hanno quindi restituito un verdetto inequivocabile. Tra i commenti dell’accesa discussione che si è svolta in calce al sondaggio, come uno spaccato delle opinioni che si incontrano per la strada, spiccano: «Basta abbassare la tariffa oraria del Park Silos, sempre vuoto perché troppo caro» (Marina Sofianopulo); «la sala Tripcovich deve rimanere disponibile fino a quando sarà realizzata un’alternativa altrettanto efficace. A demolire si fa presto, costruire è tutto un altro discorso» (Bruno Spanghero); «la sala Tripcovich è strategica per la cultura. Oltre che essere sede di importanti festival cinematografici, in caso di improvvisa inagibilità di un qualsiasi teatro cittadino, essa è l’unica capiente sala che può permettere la continuazione della stagione lirica o di prosa. Basta vedere Pedocin e tram di Opcina e si capisce quanto poco basta per essere privati per lungo tempo di beni preziosi per la cittadinanza» (Paolo Cernoz); «nella vecchia stazione di Campo Marzio che ci facciamo? E nel vuoto Palazzo Carciotti? E nell’ex Fiera? O quelli sono ancora belli da vedere finché non franano da sé, nell’incuria amministrativa?» (Giulio Ciabatti). (l.m.m.)

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