La vecchia 56 bis è stata riaperta a tempo record

Ieri mattina traffico ripristinato dopo l’abbattimento di una delle quattro travi dell’impalcato. Intervento di Fvg strade e Comune
Bumbaca Gorizia 22.08.2019 ex 56 bis RS 117 riaperta dopo incidente al ponte © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 22.08.2019 ex 56 bis RS 117 riaperta dopo incidente al ponte © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

L’imperativo categorico era «fare presto». Vuoi perché la 56 bis, o meglio la “vecchia” 56 bis, è l’asse d’entrata privilegiata per chi proviene da Udine e dal Cormonese, vuoi perché incombe “Gusti di frontiera”, la manifestazione eno-gastronomica che porterà in città migliaia e migliaia di buongustai.

E, per una volta, le previsioni sono state rispettate. O meglio, la tangenziale è stata riaperta ancor prima rispetto a quelle che erano le previsioni. Perché ieri mattina (in un primo momento si era parlato di venerdì sera) la 56 bis era già percorribile. Regolarmente. Via le transenne agli imbocchi, via i segnali di deviazione, strada utilizzabile in entrambi i sensi di marcia, senza interruzioni, senza intoppi, come prima del tragico incidente che è costato la vita a Gianni Visintin.

I lavori, effettuati di concerto da Fvg strade e Comune, sono andati avanti speditamente. E con una precisione chirurgica. Come evidenziato già nelle cronache di ieri, già nelle prime ore della mattinata di giovedì i tecnici di Friuli Venezia Giulia Strade e gli operai si erano messi al lavoro per avviare le operazioni preliminari alla demolizione della trave esterna sul lato “Est” (quello del cimitero) e preparare il terreno al crollo. A seguire per conto del Comune, proprietario del ponte di via Ressel, era stato il dirigente del settore Lavori pubblici Alessandro De Luisa.

Sull’asfalto, era stato steso un letto di sabbia da mezzo metro per attutire l’impatto con il suolo ed evitare danni alla carreggiata, poi la trave era stata svincolata al resto dell’impalcato utilizzando una tagliacemento con disco diamantato. Quindi, un escavatore con pinza idraulica aveva demolito ciò che rimaneva dell’elemento in cemento armato una volta crollato al suolo. Già prima di mezzogiorno la trave danneggiata era stata demolita e a quel punto era iniziata la seconda parte dell’operazione, quella di rimozione delle macerie e di risistemazione del ponte. Tutto secondo programma. Tutto con una velocità che, purtroppo, non sembra caratterizza un settore cruciale come quello dei lavori pubblici. —

Fra.Fa.

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