La Western Balkan Foundation verso Trieste

L’intenzione emersa al vertice sui Balcani del 2017 confermata ieri a Roma nell’ambito di Esof 2020
Silvano Trieste 2018-05-17 ESOF 2020
Silvano Trieste 2018-05-17 ESOF 2020

Se n’era parlato a Trieste nel luglio del 2017 in occasione del summit sui Balcani Occidentali. E ora sembra diventare realtà. Trieste sarà con ogni probabilità la sede della costituenda Western Balkan Foundation, l'organismo che, nell'ambito del processo di Berlino, dovrebbe attuare policy mirate a favorire la mobilità di scienziati provenienti dai Paesi del Sud Europa. Manca ancora il sigillo dell'ufficialità ma l'intenzione è stata rimarcata ieri nell'ambito della quarta conferenza scientifica del meccanismo di cooperazione intergovernativa sul tema delle infrastrutture e degli investimenti economici nel Sudest Europa svoltasi all'Accademia dei Lincei a Roma, nell'ambito dell'iniziativa diplomatica legata all'allargamento dell'Unione europea ai Paesi dei Balcani Occidentali. L'intenzione sarà ora consegnata nelle mani dei capi di Stato che si riuniranno in summit il 10 luglio a Londra per assumere le decisioni politiche nell'ambito proprio del processo di Berlino, una delle principali iniziative diplomatiche tedesche avviate nell'area durante il terzo cancellierato di Angela Merkel.

La scelta di Trieste non è casuale. «Penso dipenda dalla posizione geopolitica della città, dal volume e dalla qualità molto elevata della scienza a Trieste (territorio che conta 4.500 addetti nel settore con una percentuale di scienziati che sfiora il 40 ogni mille abitanti), oltre che dal riconoscimento di Esof 2020 Trieste», ha spiegato Stefano Fantoni, champion di Euroscience Open Forum che nel luglio 2020 trasformerà Trieste per una settimana nella Capitale europea della Scienza. Le ricadute di una simile scelta sarebbero estremamente positive per il mondo scientifico, e non solo, del capoluogo giuliano. «Diventerebbe un punto di riferimento nell'area dei Balcani Occidentali, ancor più di quanto non lo sia già, riprendendo una vocazione storica del territorio - ha confermato Fantoni -. Le ricadute scientifiche riguardano la possibilità di rinforzare il rapporto e i legami con i Paesi del Sudest europeo». La coincidenza d’intenti con Esof 2020, con la scelta di Trieste proprio dovuta al suo essere ponte tra Est e Ovest dell'Europa scientifica, è lampante.

Tra i compiti della Fondazione, ancora in definizione quanto a struttura e modalità di reperimento di risorse e finanziamenti, ci sarà sicuramente quello di attuare policy mirate a favorire la mobilità di scienziati provenienti dai Paesi del Sud Europa. Questo attraverso l'attribuzione di finanziamenti per supportare giovani ricercatori che desiderino trascorrere alcuni anni in istituzioni di valore internazionale sia per completare il proprio percorso formativo sia per condurre progetti di ricerca da sviluppare poi al ritorno in patria. Trieste, con i suoi innumerevoli centri di ricerca, potrebbe dunque anche ospitare i giovani scienziati balcanici.

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