L’addio a Luigino e Katia giovedì a San Giusto

Uniti nella salute e nella malattia, ma anche nella morte. Letteralmente. Sembra un dramma shakespeariano la storia di Luigino Grachelli e Katia Sinigaglia. Un destino tragico e beffardo ha portato via prima lui, poi lei. Luigino e Katia si sono spenti uno dopo l’altro, vicini ma lontani.

Questa mattina alle 12 era previsto nella chiesa di Lucinico il funerale di Luigino, ma la scomparsa della moglie Katia ha spinto ad annullare la funzione religiosa. I due verranno salutati per l’ultima volta assieme. L’addio è previsto mercoledì nella chiesa di San Giusto, ma l’orario è ancora da definire.

Entrambi erano malati. A ripercorrere la vicenda umana della coppia è don Alberto De Nadai, amico di Grachelli. «Vivevano a Sant’Anna. Luigino aveva 61 anni e due anni fa era stato colpito da un ictus. Lavorava alla Ilcam di Cormons e nella stessa azienda lavorava anche Katia, che però aveva deciso di seguirlo e accudirlo nella malattia. Ma anche lei era malata, aveva un tumore. E per questo era ricoverata in ospedale a Gorizia».

Negli ultimi giorni Luigino era stato trasferito dalla Casa di riposo “Angelo Culot” di Lucinico all’ospedale si trovava la moglie. Fisicamente Katia si trovava non lontano da lui, ma non ha mai saputo del decesso del marito. Se ne è andata però poco dopo, come se avesse voluto seguirlo e stare con lui. Aveva soltanto 51 anni. —

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