L’addio a Scandolara sulle note de “Il mucchio selvaggio”

La bara scivola verso il sole dell’esterno sulle note della colonna sonora “Il mucchio selvaggio”, il suo film preferito. Sui marmi fin troppo lucidi del pavimento della chiesa del Sacro Cuore si...

La bara scivola verso il sole dell’esterno sulle note della colonna sonora “Il mucchio selvaggio”, il suo film preferito. Sui marmi fin troppo lucidi del pavimento della chiesa del Sacro Cuore si riflettono volti tristi per la scomparsa di un uomo ricco di sapere e generoso nel raccontare; non solo il cinema, la sua passione. Sandro Scandolara non era un uomo di chiesa eppure ieri hanno concelebrato i suoi funerali in due, don Sergio Ambrosi e don Ruggero Dipiazza. Quest’ultimo ha confessato la sua amara sorpresa nell’aver appreso del decesso dell’amico. «Sembrava potesse farcela e invece...». È vero perché Sandro ha fino all’ultimo non ha concesso il male di ucciderlo nel morale prima che nella carne, ci scherzava su. Un vuoto da colmare, ha ammonito Dipiazza, rammentando come oggi l’umanità abbia il braccino corto in fatto di impegno sociale, passione civile, dedizione alla cultura. Per la grande e “piccola” cultura, materia quest’ultima che ha trovato in Sandro un fedele sostenitore e divulgatore. Forse dovrebbe fare di più anche la Chiesa per scrollare dall’apatia menti potenzialmente all’altezza di Sandro; magari lustrando meno i pavimenti e protendendo di più le mani a chi ha bisogno anche di essere coccolato prima di mettersi in moto. Un po’ come piacevolmente ci toccava fare con Scandolara.

Sarà dedicata a lui la rassegna stampa che l’edicola di Fiorelli di corso Verdi propone oggi dalle 10.10. Ospite il giornalista Guido Barella.

Scandolara è ricordato con riconoscenza anche a Romans dove lo piangono il circolo “Mario Fain” e il gruppo di ricerca “I Scussons”: «Una persona squisita ed un prezioso collaboratore di tante iniziative». L'emozione più forte e indimenticabile a Romans - sottolineano i presidenti Valentinuz e Pupin - l'amico Sandro la regalò nel settembre 2003, quando nel cortile della trattoria Al Leon d'Oro: fu tra i protagonisti del dibattito dal titolo “L'anno che chiusero l'Impero”, riferito alla sala cinematografica di Romans, che dal 1938 alla fine degli anni Sessanta aveva ospitato le proiezioni cinematografiche. Quella sera, oltre a Scandolara, c'era anche il regista Franco Giraldi, che assieme a Scandolara, dialogò con l'ex bigliettaia del Cinema Impero, la popolare Maria Calligaris, “La Mora”, che all’epoca aveva ben 102 anni. (r.c.)

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