Ladri delle ville, controlli sulle telefonate

Paura tra i residenti e i commercianti tra Padriciano e Basovizza dopo i tre furti
Anche nella parte orientale del Carso, tra Padriciano e Basovizza adesso è forte la paura per i furti nelle ville. Dopo i tre colpi messi a segno negli ultimi giorni (uno nella villa della famiglia Sardo a Padriciano e due in altrettante abitazioni di Basovizza) residenti e commercianti alzano la guardia. E intanto carabinieri e polizia continuano con i pattugliamenti e i posti di blocco. Adesso ricorreranno ai controlli delle comunicazioni telefoniche nei luoghi e alle ore degli ultimi colpi per riuscire a mettere le mani sulla banda che ha già imperversato tra Sistiana e Opicina. Gli abitanti della parte orientale dell’Altipiano, dopo gli ultimi furti, stanno all’erta. Scrutano ogni faccia insolita, si guardano attorno prima di uscire di casa o al momento di chiudere il locale.


«Non è che ho paura - racconta un esercente di Basovizza - però proprio oggi (ieri, ndr) sono entrati qui due tipi strani. Mi sembravano italiani, meridionali per la precisione. Avevano entrambi gli occhiali scuri. Mi hanno chiesto che cosa potevano mangiare. Uno si è fermato al banco e parlava con me, mentre l’altro si è allontanato un po’ per guardarsi in giro. Poi se ne sono andati, ma avevo capito subito che non erano venuti per fermarsi a pranzo». «La verità - spiega Marco Ciuch, fratello del titolare della Trattoria Dolina di Prosecco - è che ormai devi stare attento a tutto. Guardi la gente che ti sta attorno e quando chiudi il locale la sera, prima di andartene via cerchi di capire bene se attorno, nascosto, c’è qualcuno che aspetta». «Purtroppo - aggiunge la titolare del bar di Padriciano - non è sufficiente tener d’occhio i sospetti. Quello che lo scorso anno mi ha derubato non era mica strano».


In quel bar, infatti, uno straniero rubò una borsa sotto un bancone con l’incasso di diverse giornate: oltre 5 mila euro. L’esercente abita vicino alla villa dei Sardo dove l’altra sera i ladri hanno fatto irruzione al pianoterra mentre i proprietari con alcuni amici cenavano sul terrazzo. «La paura - aggiunge - è che i ladri possano entrare mentre sei in casa, magari con i bambini». «E se qualcuno tiene a casa una pistola e per difendersi colpisce il ladro, chi finisce in galera?», si chiede Dario, che vive a Gropada. «Ci vuole fegato per entrare mentre c’è gente che mangia sul terrazzo», fa notare Giorgio, un altro abitante di Padriciano che crede che gli ultimi colpi siano opera di nomadi e non di professionisti.


Sul fronte investigativo, intanto, le tracce dei telefonini cellulari potrebbero dare una svolta alle indagini. È partito un nuovo sistema di controllo che monitorizza i flussi delle chiamate nei momenti in cui vengono messi a segno i furti. I carabinieri di Aurisina verificano le telefonate che transitano dai ripetitori di telefonia mobile che coprono le zone colpite dai ladri. Questo per individuare i numeri che si ripetono. Da metà giugno, inoltre, i controlli sono stati intensificati. Sono entrati in servizio 24 carabinieri che hanno integrato l’organico della compagnia di Aurisina ma anche quello delle stazioni di Opicina, Duino e dell’Altipiano est. Le strade del Carso sono percorse da una ventina di pattuglie dell’Arma alle quali si aggiungono quelle dei commissariati di polizia di Opicina e Sistiana. Intensificati anche i pattugliamenti a piedi lungo i sentieri che portano al confine.

p.r.

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