L’Aeronautica lascia il presidio della Selex

RONCHI DEI LEGIONARI. Non può che essere un 4 Novembre amaro per l’Arma Azzurra. Con lo scioglimento dell’ufficio tecnico militare che sorvegliava, a Ronchi dei Legionari, la Meteor oggi Selex Es, di fatto è sparita la presenza dell’Aeronautica Militare nel territorio isontino. Una presenza iniziata negli anni ’30, quando venne costituito l’ufficio tecnico di sorveglianza nei cantieri di Monfalcone che progettavano e producevano i migliori idrovolanti e velivoli terrestri dell’epoca; e che continuò sul campo di volo di Ronchi dei Legionari con una massiccia presenza di personale militare, cui si deve la costruzione delle famose case “Pater” per l’insediamento del personale alla base logistica del distaccamento militare. Gorizia era sede del 4° stormo i cui piloti da caccia furono i precursori delle Frecce Tricolori, ma era sede anche del collegio Onfa (Opera nazionale figli degli aviatori). Tutti questi enti militari dell’Aeronautica si sono trasferiti in altre località o si sono sciolti.
Una perdita gravissima, che va a sommarsi a quella già vissuta negli anni ’80, quando l’allora Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, decise la smilitarizzazione dei servizi meteo e del controllo del traffico aereo. Allora Ronchi dei Legionari perse centinaia di militari in divisa azzurra. Saranno dunque abbattute le strutture che, a Ronchi dei Legionari, formano il “Villaggio Azzurro”, quel grande complesso che, a cavallo tra gli anni Settanta ed Ottanta, ospitò alloggi, uffici e servizi del personale dell’aeronautica militare che, per molti anni, come in tutti gli altri aeroporti italiani, avevano garantito principalmente il controllo del traffico aereo e le previsioni meteorologiche.
Ora, dopo oltre 30 anni, tanti ne sono passati da quando anche lo scalo ronchese è stato smilitarizzato, si va verso la demolizione di quegli stabili, due grandi palazzine che ospitarono gli alloggi dei militari e alcune costruzioni più basse che erano sede degli uffici. E assieme a essi crollerà anche la vecchia torre di controllo costruita nel 1966. L’assenza della Aeonautica militare nel territorio ha conseguenze negative per l’associazionismo sia in termini di nuovi proseliti sia in quelli di coinvolgimento del personale in quiescenza ed in servizio. «A tal proposito – sottolinea Rino Romano – l’Associazione arma aeronautica di Monfalcone ha partecipato al bando di promozione e sviluppo del volontariato con il progetto “L'associazione che vorrei: quale rotta per il futuro”, riuscendo a essere utilmente collocato in graduatoria. Un progetto che coinvolge il Club 77 Frecce Tricolori e che ha come partner principali le sezioni di Trieste e di Campoformido. Il tema è stato trattato recentemente a Roma dalla presidenza nazionale, rivolto però ad una platea superiore, mentre vorremmo trattare l’argomento dialogando con i nostri soci ma anche dei Club Frecce Tricolori. Per farlo sto preparando un questionario». (lu.pe.)
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