Laguna inquinata? Indaga la Procura

MARANO LAGUNARE. Il punto è accertare, una volta per tutte, se la laguna di Marano e Grado sia inquinata oppure no e, in caso affermativo, se si tratti di un tipo di inquinamento pericoloso o meno per la salute umana. Un quesito vecchio quansi quanto la laguna stessa, ma attorno al quale, da poco più di dieci anni - cioè da quando fu istituito per decreto il Commissario delegato per l’emergenza ambientale -, il fior fiore degli studiosi di mezza Italia ha raccolto ed elaborato studi di prim’ordine. Eppure, i pareri paiono restare contrastanti. Ecco perché, ora, a pretendere chiarezza e, soprattutto, una risposta unitaria e definitiva, è la Procura di Udine. Letta la relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e riscontrata una serie di contraddizioni rispetto alle conclusioni emerse nel corso degli anni e confluite anche negli atti del procedimento penale che vede indagate 14 persone per reati che vanno dal peculato alla truffa, il pm Viviana Del Tedesco ha deciso di convocare tutti coloro che, dal 2002 a oggi, hanno lavorato al caso. A cominciare dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e dall’Istituto superiore di sanità (Iss). Ossia dagli organi che, stando a quanto riportato nella relazione parlamentare sulle bonifiche dei siti contaminati d’Italia, avrebbero conclamato la pericolosità dell’area o, quantomeno, di una sua porzione. Così certificando uno stato di inquinamento che, a parere dell’Arpa, invece, non esisterebbe. Le email sono partite ieri. Nell’elenco dei destinatari, oltre ai referenti dei due istituti, anche i docenti universitari (i professori Covelli, Brambati, Centola e Perin) di volta in volta incaricati da Procura e tribunale di periziare lo stato di tossicità della laguna. Due le date proposte per l’incontro: l’11 o il 15 gennaio. Attraverso il “faccia a faccia” tra tecnici, insomma, la Procura punta a porre fine alla “babele” di opinioni che avrebbe finito per confondere la stessa Commissione parlamentare. Al punto da non distinguere neppure più tra canali interni, come il Banduzzi - l’unica zona realmente inquinata, insieme alla foce dell’Aussa Corno e, non a caso, ancora sotto sequestro - e canali lagunari, come il Coron. Data per assodata la contaminazione da mercurio - quello naturale, derivante dalle attività estrattive delle miniere slovene di Idria -, quindi, si tratterà di capire se sia corretto parlare anche di inquinamento e in quale misura. Certo è che, qualora dovesse profilarsi uno scenario del genere, l’intero impianto dell’inchiesta sulle bonifiche “fantasma” finirebbe per mutare in maniera radicale. E a quel punto, lascia intendere la Procura, si renderebbe necessario procedere a interventi urgenti - sequestro dell’intera laguna, in primis - finalizzati ad arginare gli ulteriori rischi cui continuerebbero a essere esposte le attività di pesca e allevamento di molluschi presenti nella zona.
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