L'ALTALENA DEI MERCATI
Il sospirone di sollievo per il mancato temutissimo crollo delle Borse mondiali non ha avuto vita lunga. Certo, alcuni coraggiosi hanno provato a saggiare la possibilità di una ripartenza. Ma la tendenza alla cautela sta prevalendo. Forse qualcuno si è ricordato che, in genere, le crisi di Borsa hanno un andamento sussultorio, cioè il listino non va giù tutto in una volta, ma a rate. Ma, più probabilmente, molti, guardandosi intorno, percepiscono che gli elementi di crisi sono ancora presenti, e non possiamo sapere, oggi, se le prime insolvenze di proprietari di case e di finanziarie immobiliari statunitensi, siano già state riassorbite. La crisi, come è già stato ricordato più volte, è al tempo stesso di liquidità e di insolvenza.
L'intervento delle banche centrali americana ed europea, soprattutto la seconda, ha dato respiro al mercato e ha bloccato il primo propagarsi di insolvenze che si erano verificate, sia di qua che di là dell'oceano. Una crisi di liquidità, a questo punto, dovrebbe essere frenata, se non definitivamente scongiurata, dalla decisione con cui le banche centrali hanno mostrato al mercato di voler agire da prestatori di ultima istanza. Cioè, di fare in modo, finanziando il mercato, che i problemi temporanei di liquidità potessero essere superati. Ma una crisi di insolvenza, in questo modo, rischia di essere solo rinviata. Il problema è che la cura, necessaria per affrontare la crisi immediata, potrebbe non curarne le cause. Infatti, questa aveva avuto la sua origine nella politica di espansione della liquidità che aveva alimentato la speculazione immobiliare, finanziando sia costruttori che acquirenti, incoraggiandone l'eccessivo indebitamento.
Le autorità monetarie erano già preoccupate per quest'eccesso di liquidità. Tanto è vero che la Banca Centrale Europea aveva annunciato l'intenzione di aumentare i tassi, temendo, così diceva, pericoli d'inflazione. Il fatto è che l'inflazione è ora a livelli così bassi che, ragionevolmente, non dovrebbe suscitare apprensioni. E' vero che per l'autunno sono attesi aumenti di prezzi dei beni di consumo. Ma, a quanto pare, questi rincari hanno origine in particolari tensioni sui mercati dei beni, non nell'eccessiva liquidità dei mercati finanziari, che non ha nulla a che fare con la spesa delle famiglie. La Banca centrale europea pensava di curare l'aumento atteso dei prezzi, con una stretta creditizia. La stretta avrebbe influito negativamente sulla produzione e sui redditi. Ma, a sua volta, anche l'aumento dei prezzi riduce il potere d'acquisto delle famiglie. I due effetti rischiavano di sommarsi.
Una frenata a produzione e redditi avrebbe potuto far detonare proprio quella crisi finanziaria, scongiurare la quale era, probabilmente, il vero obbiettivo delle dichiarazioni anti-inflazionistiche. La crisi internazionale delle Borse ha costretto la Banca centrale europea a recedere da una mossa sbagliata, ma, al tempo stesso, ha lasciato i termini del problema sul tappeto. La crisi era stata innescata da un troppo prolungato eccesso di liquidità. Ma, per scongiurarne sviluppi peggiori, la liquidità è stata ulteriormente accresciuta. Di per sé, questo non è un problema, perché la banca europea ha sicuramente le capacità di riassorbire, a tempo debito, l'eccesso di liquidità immesso oggi. Ma bisognerà in un qualche modo fronteggiare l'eccesso creato in precedenza, che ha originato la bolla speculativa. Inoltre, tutto ciò andrebbe fatto senza deprimere l'andamento dell'economia europea, ancora abbastanza sostenuto.
La Bce si potrebbe trovare nella stessa situazione di Greenspan nel 2001, di dover lasciar correre la liquidità, per non frenare l'economia. Per di più, potrebbe anche dover fare i conti con gli effetti di una stretta deflativa in Cina. In Cina, infatti, i prezzi stanno esplodendo, e le autorità cinesi sono molto preoccupate, dato il disordine esistente nel loro sistema bancario. L'unica speranza di atterraggio morbido, è che ci sia un rallentamento delle economie emergenti, ma che sia lieve. Questo allenterebbe la tensione sui prezzi europei. La Bce potrebbe restringere il credito gradualmente, senza effetti troppo negativi sull'economia. Naturalmente sperando che le insolvenze americane nel frattempo siano state riassorbite. Si tratta di un esercizio di equilibrismo, di fronte alla quale, l'abilità degli artisti di circo cinese impallidisce.
Riproduzione riservata © Il Piccolo
Leggi anche
Video








