Lancio dell’ortensie a chiusura di un Perdòn da dimenticare

Prescrizioni rispettate e un plauso va ai tanti diportisti che non hanno ceduto alla tentazione di raggiungere comunque l’isola. Toccante momento di preghiera lungo la Litoranea Veneta 

l’evento

Antonio Boemo

È stata messa agli archivi della storia l’edizione 2020 del Perdòn de Barbana che rimarrà scolpita come il Perdòn del coronavirus che di fatto ha ridotto un po’ tutto ma non ha intaccato il tributo di fede che si ripete da secoli nei confronti della Vergine.

Ridotto quest’anno in particolare il numero dei fedeli che si sono recati sull’isola di Barbana. Ciò è successo sia in conseguenza alle limitazioni disposte dalle autorità, che anche per qualche timore e precauzione dato che la situazione non è stata ancora risolta totalmente. Meglio pregare a distanza avranno pensato in molti.

E se la processione votiva dei gradesi ha potuto aver luogo il merito è davvero di tanti che, al di là degli enti pubblici e delle forze dell’ordinea, sono stati gli artefici materiali. A iniziare dai Portatori della Madonna di Barbana alla Protezione civile, ai pescatori della cooperativa per arrivare alla Croce Rossa e alla banda civica. E anche, sempre seguite dal docente Giorgetto Guzzon, le donne corsiste dell’Università della Terza Età Città di Grado, che hanno allestito, come avviene già da diversi anni a questa parte, i festoni per addobbare la Stella del Mare, la barca ammiraglia del “Perdòn de Barbana”.

Un cenno va fatto anche ai pazienti diportisti, soprattutto ai tanti gradesi che con le loro batele e piccoli motoscafi avrebbero voluto essere presenti a Barbana ma che non hanno potuto farlo causa il divieto di attracco. C’era la paura di un grande affollamento, invece, come si sa, ci sarebbe stato posto anche per questi che hanno in ogni caso fatto da corollario al Perdòn assistendovi fermi all’ancora in alcuni punti della Litoranea Veneta.

Proprio lungo questa importante via d’acqua, dopo lo scioglimento del voto a Barbana, nel viaggio di rientro, la Stella del Mare ha fatto una breve sosta per un ricordo (fatto dall’arciprete monsignor Centomo) e per la recita dell’Ave Maria per i defunti in mare e in particolare in laguna.

Si è ripetuto infine il consueto gesto del lancio delle ortensie che adornavano gli scafi alla Madonnina del Mare (nei pressi c’erano anche i vigili del fuoco con i getto d’acqua come segno d’omaggio), mentre quelle rimaste sugli scafi sono state prese come ricordo dai fedeli che attendevano l’arrivo delle barche in porto.

Per concludere va anche ribadito che quest’anno, proprio per evitare qualsivoglia assembramento non ha avuto luogo la consueta festa della vigilia, il Sabo Grando organizzato dalle associazioni e non si è nemmeno svolto il consueto picnic, sull’ombroso prato del parco dell’isola di Barbana che vedeva soprattutto i gradesi festeggiare l’avvenuto scioglimento del voto di ringraziamento alla Vergine. Festa durante la quale oltre alle degustazioni non mancavano nemmeno i canti e la musica che sono in ogni caso intonati nel tardo pomeriggio della domenica in alcuni locali dell’isola e anche a bordo di qualche peschereccio ormeggiato in porto. —

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