L’appello del parroco di Muggia per recuperare l’organo storico

Le infiltrazioni della facciata del Duomo, ora oggetto di restyling,  hanno danneggiato il Mascioni del ’71. «Servono 20 mila euro» 

IL CASO

MUGGIA

«Ci vogliono 20 mila euro per rimettere in sesto l’organo, un Mascioni degli anni ’70, presente sulla cantoria del Duomo». La stima è di don Andrea Destradi, parroco di Muggia, in base ai vari preventivi chiesti per cercare di capire l’entità del danno, causato dalle infiltrazioni di acqua succedutesi nel corso degli anni, in conseguenza dei problemi riscontrati alla facciata esterna, sui cui finalmente si sta intervenendo in questi giorni. «L’acqua – conferma don Destradi – ha evidentemente agito per anni, danneggiando il motore e l’impianto elettrico del grande organo. Ci è stato caldamente consigliato di non utilizzarlo per non danneggiarlo ulteriormente. Adesso lo abbiamo sostituito, durante la liturgia, con un organo normale posto nella navata laterale. Ma chiaramente non è la stessa cosa». Lungo la controfacciata, soprattutto all’altezza dell’intersezione con la parete delle navate laterali, si notano le tracce delle acque meteoriche che hanno segnato con una patina grigiastra l’intonaco Alle spalle dell’organo, la parete su cui praticamente poggia lo strumento appare molto ammalorata.

«Ora che la causa esterna si sta risolvendo – evidenzia il parroco – occorre pensare a come intervenire per il ripristino dello strumento. Si tratta di un manufatto pregevole che necessita di interventi mirati e che certamente va preservato. Per questo è necessario che il territorio si mobiliti, anche economicamente, per il suo recupero. Noi come parrocchia possiamo fare ben poco, tenuto conto delle risicate risorse a disposizione. Occorre far rete per trovare soluzioni che preservino un patrimonio culturale che appartiene a tutta la città». Intanto la parrocchia è intervenuta per la quota di spesa non coperta dai fondi regionali per l’attuale restauro della facciata tardo-gotica. L’organo, un Mascioni del ’71, data che è presente sulla targhetta vicino alla tastiera, venne benedetto il 20 giugno ’72 da monsignor Antonio Santin e completato nel ’92 con l’aggiunta del prospetto, che ne raddoppiò le dimensioni.—



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