L’assistenza Cisi stringe le maglie e blinda i centri

Bumbaca Gorizia 23.12.2018 Cisi via Vittorio Veneto © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 23.12.2018 Cisi via Vittorio Veneto © Fotografia di Pierluigi Bumbaca



L’apprensione per il riaffiorare di casi di contagio da Covid in tutto il Paese – e nelle strutture residenziali regionali – è tangibile. E il Cisi corre preventivamente ai ripari, varando il “criterio della bolla”: ogni struttura continuerà a offrire il proprio servizio, ma almeno per ora le 12 strutture che servono circa 120 utenti dell’Isontino (2 centri diurni a Gorizia, 2 a Monfalcone, e quindi a Gradisca, Cormons, Turriaco, Ronchi e Grado cui si aggiungono 3 centri residenziali fra Gorizia e le comunità alloggio di Begliano e Villesse) non saranno più dei vasi comunicanti. Verranno rimodulati i servizi ed evitati eventuali rischi di contatto o promiscuità. A deliberarlo è stato nelle ultime ore il Cda del Consorzio isontino Servizi Integrati, che serve 25 Comuni e le loro famiglie.

«Il concetto è che alziamo nuovamente il livello di attenzione, nell’intento ultimo di far rientrare tutti nei propri servizi, riducendo al minimo i rischi di contagio, che vengono segnalati in aumento» fa presente il direttore, Saverio Merzliak. Ogni sede di servizio residenziale o semiresidenziale costituirà di fatto un gruppo di “conviventi” anche ai fini dell’applicazione delle misure – il “criterio della bolla” – entro la soglia fra 8 e 10 utenti per centro e utilizzando la riapertura della struttura di via Palladio a Gorizia.

«Questo implica che al netto dell’emergenza il Cisi prosegue comunque nell’inserimento nei servizi delle persone disabili (una ventina, ndr) rimaste al domicilio fin dall’inizio derl lockdown. Cambia il metodo alla luce del riacutizzarsi dei rischi contagio, ma non l’obiettivo di coprire al 100% i bisogni delle famiglie». Con questo principio, i trasporti alle singole strutture saranno distinti; le attività e le presenze all’interno delle sedi semiresidenziali e residenziali vengono assicurate garantendo le misure di prevenzione; le attività e la mobilità esterna vengono svolte a cura degli operatori di ciascuna sede; i tamponi preventivi e di monitoraggio, sia per gli operatori sia per gli utenti, verranno assicurati secondo le tempistiche previste da Asugi. Saranno sospese le attività di gruppo tra utenti di più sedi (teatro, cinema, basket, scherma, attività motoria); gli accessi ai centri diurni da parti di utenti ospiti in strutture residenziali; le eventuali uscite sul territorio degli utenti a cura dei famigliari o visite degli stessi con permanenza in famiglia; rimangono però consentite le visite dei famigliari agli ospiti in struttura negli spazi appositamente individuati, previo appuntamento; sospesa la presa in carico di nuovi utenti per i centri semiresidenziali, fatte salve le procedure già in fase di conclusione. —

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