L’asta dei titoli statali finisce con un flop Lubiana in crisi nera

TRIESTE. In Slovenia piove sul bagnato. L’asta dei titoli di Stato che doveva collocare sul mercato 400 milioni di euro in obbligazioni a breve termine è stata un fallimento. Collocati solamente 250 milioni.
I mercati, dunque, dimostrano scarsa fiducia nelle capacità della Slovenia di uscire dalla crisi economica che la sta attanagliando. Interessante analizzare anche l’andamento dell’asta.
Il ministero delle Finanze ha proposto la vendita di titoli a scadenza nove mesi e il tasso offerto per 59 milioni di titoli acquistati è stato del 2,9%, vale a dire 0,3 punti di percentuale in più di quanto è avvenuto per la prima asta di quest’anno. Sono stati inoltre acquistati 62 milioni di titoli semestrali al 2,99% e altri 65 milioni di titoli trimestrali all’1,2%.
Un debito, quello acceso dallo Stato sloveno, che in gran parte (103 milioni) servirà nient’altro che a finanziare il debito pregresso risalente al marzo scorso quando il tasso di indebitamento fu dell’1,45%.
Quindi per pagare il suo debito la Slovenia ha dovuto nuovamente indebitarsi ma a un tasso d’interesse praticamente doppio.
I principali acquirenti del debito sloveno sono stati investitori locali tra cui anche gli istituti bancari. Secondo le fonti del quotidiano lubianese Dnevnik la Nova Ljubljanska Banka (di proprietà peraltro anche dello Stato) ha acquistato titoli per 60 milioni di euro.
Ma, spiegano gli analisti, il fatto che l’asta non sia stata esaurita dimostra come il sistema bancario sloveno sia in una grave crisi di liquidità.
Il ministro delle Finanze, Janez Šušterši› pochi giorni fa ha però dichiarato che lo Stato sloveno non ha crisi di liquidità sottolineando però che sarà molto difficile chiudere il bilancio corrente senza un indebitamento anche a lungo termine. «Per questo - ha dichiarato - la Slovenia deve rimanere uno Stato che può indebitarsi sui mercati finanziari internazionali».
Gli esperti sostengono che se la situazione economico-finanziaria della Slovenia non migliorerà a breve e non si stabilizzeranno tutti i suoi parametri macreconomici la fiducia dei mercati nei suoi riguardi crollerà e non è da esludere che le agenzie di rating la declassino ulteriormente.
Sull’intenzione del governo di emettere titoli in dollari per richiamare investitori d’oltreoceano questa è vista di buon occhio ma, se tutto dipenderà dalle riforme, se le stesse verranno attuate, altrimenti, senza la fiducia, non si otterrà alcun risultato degno di questo nome. In questi momenti così turbolenti, in effetti, trovare quello giusto per piazzare i titoli di stato non è opera facile certo è che, spiegano gli analisti di Borsa a Lubiana, qualsiasi riforma o notizia di impegno politico in questo senso può contribuire ad alleggerire i costi dell’indebitamento.
I mercati, avvertono, si attendono una concreta unità politica nel Paese nell’elaborare la futura visione dello Stato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








