L’attacco di Martines: «Il nostro punto nascita ha i numeri più alti»
PALMANOVA. Pieno appoggio da parte del sindaco di Palmanova a quanto affermato dall’infettivologo Matteo Bassetti che, nel difendere le scelte della Regione sui punti nascita, ha rimarcato l’importanza dei numeri e ha sostenuto che pochi parti, pochi interventi chirurgici, poche visite non garantiscono un adeguato standard di sicurezza per i pazienti. «Sottoscrivo pienamente – dichiara Francesco Martines – le parole dell’infettivologo. Usa le stesse frasi che abbiamo più volte utilizzato per dimostrare l’illogicità della decisione presa dal presidente Massimiliano Fedriga e da Riccardo Riccardi». Il primo cittadino richiama quanto affermato dal medico e aggiunge: «Il Punto nascita di Latisana, fino al 2015, registrava appena 445 parti e, con la sua riapertura, si potrà, forse, raggiungere a regime 300/350 parti all’anno. Così facendo Riccardi sta assumendo decisioni contrarie a ciò che sta succedendo in Europa e in tutto il mondo». Il sindaco ricorda che il punto nascita di Palmanova negli ultimi anni ha una media che si assesta attorno agli 800 parti all’anno ed è un punto nascita in crescita, a fronte di un calo negli ultimi tre anni delle nascite regionali del 20%.
“Forse il noto infettivologo – prosegue – è stato male informato sulla decisione regionale, perché stanno realizzando ciò che la comunità scientifica internazionale e le norme di legge nazionali recepite dalla Regione chiedono di evitare: chiude un punto nascita con 800 parti e ne riapre uno da meno di 400. Altro discorso – ipotizza Martines – è se l’infettivologo conosce decisioni politiche della giunta regionale che a noi vengono tenute segrete. Forse Riccardi, come ha già dichiarato al Messaggero Veneto, pensa a solo 3 o 4 punti nascita in Regione, decidendo di chiudere quindi non solo Palmanova, ma anche Latisana, San Vito al Tagliamento, San Daniele, Monfalcone o Tolmezzo. Se c’è una strategia di medio lungo periodo, che l’assessore regionale alla salute lo dica». Martines chiede di non attuare azioni a spot e invita a una programmazione in materia, con il coinvolgimento di medici e operatori. —
M.D.M.
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