L’attesa infinita di San Giovanni

I soldi per dare “casa” alla Libertas ci sono ma il patto di stabilità blocca l’opera

Il rione di San Giovanni attende da anni la sua nuova palestra, che dovrebbe trovare posto nella spianata dell'ex deposito dei bus. Il condizionale è d’obbligo nonostante il progetto dell'architetto Enzo Angiolini, che prevede due campi di gioco, sia già stato finanziato attraverso l'accensione di un mutuo da 6,5 milioni, che la Regione ha acceso in favore del Comune. Una parte di questi importi sembra sia stata utilizzata per completare i lavori dello stadio Grezar. Nel portafoglio del Municipio restano circa 2,7 milioni, che però fino a ora sono stati bloccati dal patto di stabilità. «Tutto è pronto - commenta il presidente della Tergestina Daniele Bassi -, il progetto è stato approvato. Attendiamo solo l’apertura del cantiere che, una volta terminato, potrebbe dare ossigeno soprattutto al movimento cestistico e a quello della pallavolo locale».

Il sodalizio che attende con più pathos l’avvio dei lavori è sicuramente la Libertas San Giovanni, società di pallavolo che nel 2007 è stata sfrattata dall'impianto di Guardiella con la promessa che in poco tempo avrebbe potuto disporre del nuovo campo di gioco. La severità dell’Europa si è abbattuta sui bilanci delle amministrazioni locali, ponendo di fatto dei rigidi vincoli di spesa, e alla società dello storico direttore sportivo Marino Tirel non è rimasto altro da fare che porsi in paziente attesa. Attesa che, stando alle parole dell'assessore comunale allo Sport, potrebbe terminare in tempi non più biblici: «Il progetto è approvato - spiega Giorgio Rossi - e abbiamo anche la copertura finanziaria. Il biennio che abbiamo davanti, importantissimo per tutti gli impianti cittadini, potrebbe anche vedere l'apertura di questo cantiere». All’orizzonte non si intravedono, insomma, date certe. Sperare, comunque, è un esercizio che non costa nulla, soprattutto per un movimento, quello pallavolistico, che si è ormai abituato alle croniche difficoltà di spazi di gioco. Ha appena tirato un sospiro di sollievo, invece, la Libertas Trieste, storico sodalizio che nel 2016 ha compiuto 70 anni. Dopo aver rischiato la chiusura definitiva, infatti, la società presieduta dallo stesso Bassi si è presa una rivincita e, anche grazie all'opera di traghettamento compiuta dall'avvocato Fabio Campanella, ha ripreso a pieno ritmo l'attività. (lu.sa.)

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