Lavori per un milione da assegnare alle ditte del Monfalconese

Tiziana Carpinelli
Dove se non in questa città, un paesone abbarbicato alla più grande fabbrica di Fincantieri in Italia, emblema del lavoro? Dove rilanciare l’economia dopo la lunga clausura che ha tenuto con le braccia conserte tante piccole imprese se non a Monfalcone? Perché le piccole partite Iva sono un patrimonio, per l’amministrazione, da preservare. Così Anna Cisint si è inventata l’ennesima delibera per dare ossigeno alle ditte sul territorio e l’ha anticipata al Consiglio, martedì. «Abbiamo approvato in giunta un documento molto importante – ha detto –, con la scelta di promuovere un elenco di realtà, seguendo i criteri della selezione pubblica, cui affidare interventi di riqualificazione della città fino a una soglia massima, consentita per legge, di 150 mila euro». Il provvedimento è rivolto «alle microimprese, cioè a quelle ditte con fatturato annuo inferiore ai 2 milioni di euro e con meno di dieci dipendenti». L’ente ha prelevato, con le ultime manovre finanziarie, ulteriori fondi affiancandoli ai già disponibili 750 mila euro della prima variazione di aprile portando il capitolo a oltre un milione.
Cristiana Morsolin de La Sinistra non a caso, martedì in aula, ha tirato le orecchie alla maggioranza: «Non ci sono solo i commercianti, che sicuramente hanno subito perdite, ad avere avuto problemi con il lockdown. Capisco che concentrarsi su una fetta di lavoratori sia strategico, perché circoscrive e ritaglia meno fondi, tuttavia ci sono anche tutti gli altri di cui occuparsi». Le famiglie per esempio, alle quali secondo l’esponente dell’opposizione l’amministrazione avrebbe dedicato una cifra a spanne assimilabile a quella versata per le consulenze, in ogni caso troppo poco. Cisint ha obiettato i «328 mila euro di contributi destinati al sociale nella manovra», adducendo anche il leit-motiv dell’abbassamento della pressione fiscale per 2,2 milioni (mantenuto dal bilancio 2017 al 2020).
Tornando alle microimprese, la deliberazione giuntale stabilisce la creazione di un elenco di ditte e professionisti locali da cui attingere per affidare l’esecuzione di lavori, manutenzioni e servizi «che necessitano di risposte urgenti». Dunque realtà esterne «locali, serie, capaci di intervenire con tempestività, tecnicamente affidabili e in grado di conoscere il territorio». Come specificato dalla delibera l’elenco sarà aperto e aggiornabile, con il coinvolgimento dei soggetti accreditati sul Mepa o sulla piattaforma eAppalti Fvg. Tra i requisiti che saranno valutati per l’assegnazione delle opere o prestazioni, appunto «l’idoneità operativa rispetto al luogo di esecuzione», ovvero la possibilità di disporre di personale di Monfalcone. Un indirizzo che dunque rimpingua il “kit” post lockdown messo a punto da Cisint & co, articolato sul dimezzamento della Tari, l’azzeramento della Tosap temporanea (tassa versata ai comuni per l’occupazione del suolo pubblico da parte di bar e ristoranti), l’istituzione del fondo per micro e piccole imprese artigiane e il contributo alle micro imprese per sostenere i costi della sicurezza richiesti dall’emergenza sanitaria. Il forzista Giuseppe Nicoli – che pure ha votato la manovra – in controcanto al sindaco ha avuto da ridire: era «l’occasione giusta per metter ein sicurezza con un fondo dedicato alle emergenze la nostra città, per diminuire ulteriormente quella che ancor oggi rappresenta una certa pressione fiscale a gravare soprattutto sul comparto produttivo». Ciò dopo aver perorato le «priorità», vale a dire la necessità di sostegno al «mondo delle partite Iva» e risanare «tutte quelle criticità di carattere economico che possono trasformarsi velocemente in tensioni e problemi di carattere sociale», in sostanza bocciando il mezzo milione destinato a integrare il capitolo di eventi e iniziative, che con sintesi brutale (agli occhi della maggioranza) Nicoli ha qualificato genericamente come «feste». Il commento ha dato lo spunto alla Sinistra, sempre con Morsolin, per dire che «quando in famiglia c’è crisi, non si va al cinema»: dopo la batosta Covid-19 serve oculatezza finanziaria. Ma la Lega ha replicato che le “feste” danno lavoro e richiamano gente.
Subito si è impennato pure l’ex compagno di banco Fi Ciro Delpizzo, oggi in Monfalcone sei tu: «Le parole di Nicoli mi hanno ricordato quando Berlusconi prevedeva pestilenza per l’Italia se fossero occorsi certi accadimenti e Storace rispose “Toccamose”. Mi è venuta la stessa idea: io auspico che le cose migliorino anziché peggiorare». Mentre il sindaco ha rilevato che del «fondo straordinario stanziato per favorire la ripresa di commercianti e artigiani restano ancora a disposizione 260 mila euro». Tradotto: se qualcuno vuole farsi avanti, i quattrini ci sono. —
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