Lavoro in porto, bozza di intesa Monito di Authority e sindacato

Tregua fino all’avvio delle concessioni. Tre navi in arrivo entro Natale e operazioni congiunte tra MarterNeri, Cpm e Alto Adriatico. All’incontro pure Cetal e Midolini



Basta guerra in porto, fine degli sgambetti: se le imprese non si accordano, con rispetto reciproco, e continuano i conflitti l’Autorità di sistema, che si troverà in difficoltà, è pronta a intervenire con l’accetta.

È stato molto chiaro l’avvertimento che ha dato ieri mattina il segretario generale dell’Authority Mario Sommariva, con a fianco il dirigente Franco Giannelli, alle imprese convocate per un vertice dopo le tensioni che si sono verificate lo scorso martedì. Quando due gruisti della MarterNeri provenienti da Livorno, ma non iscritti in porto, che dovevano soltanto fare da tutor per la formazione sono saliti a bordo della nave e si sono messi all’opera per scaricare la cellulosa in banchina. A fermarli un picchetto di lavoratori, 30-40 persone, che si sono radunate sotto bordo alla Saga Wind, la nave che doveva essere scaricata. Poi l’intervento dell’Authorithy che ha sospeso le operazioni, riprese solo alle 16 quando i due gruisti “forestieri” sono scesi dalla nave e dopo un incontro chiarificatore a cui hanno partecipato MarterNeri e la concorrente Compagnia portuale con la stessa Authority e il sindacato.

Ieri però all’incontro erano presenti tutte le maggiori imprese: Midolini, MarterNeri, Compagnia portuale, Cetal e impresa Alto Adriatico che fornisce manodopera per i picchi di lavoro (art 17). È stato raggiunto un accordo accettato verbalmente da tutti ma che ora deve essere sottoscritto e bisognerà vedere se c’è qualcuno che si tira indietro. Ed è stata la volta del sindacato lanciare un monito: «Non vogliamo che la giusta concorrenza tra gli operatori venga fatta a colpi di dumping e che a pagarne le conseguenze siano i lavoratori». È stato molto netto il segretario della Filt Cgil Saša Čulev che ha partecipato alla riunione con Marco Rebez della Uiltrasporti. Il sindacato è soddisfatto della bozza di accordo, ma ha avvertito che se qualcuno imbroglia e se si verificano altre situazioni di illegalità sul fronte del lavoro è pronto a bloccare il porto.

C’è ancora tensione nello scalo, l’episodio di martedì scorso è stata la conferma del clima infiammabile che c’è a Portorosega e questo soprattutto in vista della riorganizzazione delle concessioni che sta portando avanti l’Autorità di sistema e che prenderà forma da fine anno. Quella di ieri comunque è stata una riunione concreta dove, come sottolinea ancora il sindacato «è stata la prima in cui si parla di organici». Organici in rapporto ai traffici e a seconda delle concessioni. Portuali che dovranno essere formati per fare più mansioni.

L’accordo per calmare gli animi prevede vari nodi. E oltre a fare il punto in vista del rilascio delle concessioni, entro un mese, ha tracciato le linee di comportamento a cui si dovranno adeguare le imprese momentaneamente. Entro dicembre dovrebbero arrivare altre tre navi con la MarterNeri, bisognerà attingere principalmente all’impresa Alto Adriatico (articolo 17) per il personale da impiegare nelle operazioni. Anche giovani che dovranno essere formati adeguatamente e il compito spetterà alla Compagnia portuale. Che farà intervenire i suoi uomini in banchina se sarà necessario per gli sbarchi e gli imbarchi. —

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