Le lettere di Leonor Fini e la stanza a villa Ermione tappezzata di autografi

Nel suo “museo privato” anche migliaia di dvd di film e spettacoli di prosa: da giovane infatti sperava di fare l’attore. E quando nel ’77 morì la Callas corse a Parigi per partecipare al funerale 

il ricordo



Tanto grande era il suo amore per la lirica, che Cociani era capace di partire in aereo da Trieste per assistere, toccata e fuga, al Covent Garden di Londra all’Otello interpretato da Jonas Kaufmann. E, quando nel ‘77 morì la Callas, non esitò a prendere il treno per Parigi per partecipare al suo funerale e ringraziarla delle note di bellezza che ci aveva donato.

Gentiluomo d’indole romantica, capace di gesti grandi e sinceri, amava tutte le forme d’arte. Con la moglie Milly, che lo coadiuvava in tutte le passioni, aveva frequentato assiduamente i più grandi teatri del mondo e, negli ultimi quindici anni, assieme all’amico Catalan, anche lui appassionato melomane, assistette ai più importanti spettacoli d’opera all’Arena di Verona, al Regio di Parma e Torino, al Wiener Staatsoper, alla Scala. E nel suo appartamento nel parco di villa Ermione, un’intera stanza era tappezzata da dvd, libretti d’opera e foto autografate dei più grandi interpreti della lirica internazionale come Scharzkopf, Caballé, Krauss, Carreras, Kabaivanska e la Ricciarelli, della quale era grande amico. Accanto a un grande repertorio di film e spettacoli di prosa, come in un museo privato segreto. Perchè Giorgio avrebbe voluto fare l’attore, ma poi la vita glielo aveva impedito.

Uomo riservato e molto discreto, coltivò un intenso rapporto di amicizia e di passione per i mici e per l’arte con la grande pittrice Leonor Fini. Una liaison fatta di frequentissime telefonate e molte lettere, dal ‘78 alla morte di Leonor nel ’96, nata grazie al rapporto con la madre della Fini, Malvina, che passava ogni giorno in tabaccheria da Giorgio per affrancare una lettera per la figlia, cui era molto legata e che stava a Parigi.

Leonor donò a Cociani diversi suoi lavori, che sono stati esposti nel 2017/ 2018 all’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles nella mostra multimediale “Leonor Fini. Memorie triestine” accanto a numerosi importanti libri d’arte e affiche su Leonor collezionati da Giorgio e ad alcune lettere, nell’ambito di un progetto che vedrà le prossime tappe dell’esposizione a Trieste e Parigi. Leonor invitò poi ripetutamente Giorgio nelle sue residenze di Parigi e di St. Dye sur Loire, dove lei passava le estati, ma lui per timidezza non ci andò mai. E neppure scrisse, come Leonor gli aveva proposto più volte, un libro sui magici felini, per cui lei avrebbe creato le illustrazioni. Un’amicizia che si rafforzò molto nel 1986 quando, quasi fosse un segno, un gatto semirandagio s’intrufolò nell’appartamento di Cociani che, dopo averlo curato, mandò una foto del micio alla pittrice. A lei era appena morto un amico carissimo e vide in quel messaggio un gesto consolatorio, poiché considerava i gatti degli angeli.

Leonor ispirò gli anche la creazione del Gattile. Ed era un’artista “teatrale”, inclinazione che Giorgio condivideva. Non è un caso infatti se Cociani, il 17 febbraio di ogni anno, in occasione della festa del gatto, ideava la manifestazione MiciAMici, di cui era regista, organizzatore, spesso presentatore e talvolta attore. Uno spettacolo di musica, danza e arti sceniche varie che al Miela aveva sempre registrato il tutto esaurito.

E come dimenticare la Margherita d’Argento, premio annuale Istituito per festeggiare il genetliaco della Hack, conferendolo a una donna che condivideva le finalità del Gattile? Un’occasione d’intrecciare ancora una volta la passione per i gatti con quella per l’arte poiché il premio consisteva in un quadro. E talvolta c’era anche di più, come quando nel dare la Margherita d’argento a Elettra Metallinò, organizzò all’Oasi felina, sede distaccata en plein air del Gattile, una preziosa mostra delle sue opere.

Nel tempo aveva pure collezionato una raccolta di opere sui gatti, che spesso esponeva in sedi pubbliche e, recentemente, nella Sala Fittke per la 1° edizione del Concorso I buoni della strada in arte. E aveva anche pubblicato libri di taglio artistico come “Il Gattile e d’Intorni (2007)”, “Voci di gattile: Piccola commedia gattesca in quattro tempi e 22 foto” (2°13), di cui era autore, e il calendario “Poveri ma belli”. —



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