Le mamme protestano: «Serve organizzazione» L’istituto: un modello
«È stato il caos», lapidario il commento di una mamma con alunno in terza che ha telefonato per segnalare il quarto d’ora di passione per lasciare il figlio alla primaria Duca d’Aosta. «C’era una maestra nuova di cui si ignorava la fisionomia – racconta – e non avvertendo la chiamata non capivamo perché dovessimo restare lì bloccati. Alla fine sono stati i bimbi a riconoscerla, era all’ingresso dell’edificio: l’hanno infine notata e sono corsi lì. Ho visto anche un alunno cadere». È scivolato in realtà su una foglia e c’era una maestra a prenderlo: si è bagnato le ginocchia sulla pozzanghera, niente di serio per fortuna. «Bisogna adottare qualche accorgimento», conclude la donna. «Le maestre sono state bravissime – dice però un’altra mamma – e davvero stanno facendo il possibile. Il problema è che sul marciapiede, ristretto rispetto al cortile, siamo in tanti perché il plesso è numeroso e sembra di stare, fuori dai cancelli, come a un concerto. Se poi si ha anche un altro piccolo al seguito è ancora peggio». C’è poi la richiesta che tutte le classi siano segnalate con un cartello. «L’impressione è che non ci sia un’organizzazione: come faremo quando arriverà l’inverno? Questa soluzione sembra un po’ come lavarsi le mani di ciò che accade fuori dalla scuola». Smentisce ogni cosa la dirigente Maria Cardella: «Sarebbe bene che queste mamme si concentrassero su altro: la scuola, che qui alla Duca d’Aosta è un’eccellenza, ha rivisto l’organizzazione, accogliendo al 100% in sicurezza tutti i bambini». –
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








