Le perle del progressive rock invadono le “frequenze” web

Esplorare i meandri più sconosciuti del genere dalla metà degli anni ’60 a oggi e da tutti i Paesi del mondo, per sorprendere anche gli ascoltatori più preparati. Questo l’intento del programma “Mach 3 - il Progressive Rock che non ti aspetti” condotto da Mauro Degrassi, che va in onda ogni domenica dalle 20 alle 22 su Radio city Trieste (la web radio ascoltabile online). Mauro ha raccolto il testimone lasciato dall’omonimo programma di Bruno Stancich, che esisteva già tra il 1983 e 1988, quando il genere a Trieste si ascoltava ancora poco e i dischi arrivavano solo per importazione.
«Mi passò le cassette originali con la sigla quando all'epoca ero ancora minorenne - racconta Mauro -. Poi gli anni sono passati, Bruno se n’è andato e non ho mai fatto radio, finché l’anno scorso sono stato chiamato da Radio City Trieste perché c’era un posto libero. Così ho ripreso il nome e l’idea del programma, ma andando molto più fondo per far conoscere anche agli esperti almeno un paio di gruppi mai sentiti prima dai paesi che solitamente sono fuori dal radar, come l’Indonesia, la Romania e il Portogallo».
Per la scaletta musicale del programma, nella quale però non inserisce volutamente i classici del rock progressive, Mauro attinge dalla sua discoteca personale, che coltiva da una trentina di anni girando per le fiere musicali, grazie a una cerchia di collezionisti e oggi anche attraverso la rete, seguendo ad esempio le aste su eBay. Grazie alla sua passione, è stato possibile salvare un brano dei Crimson (“Guts on my side”) che fu suonato durante il primo concerto al Carnera di Udine del 1974 e mai più riproposto. In quell’occasione, assieme ad altri spettatori che incisero il concerto udinese con supporti tecnologici ancora rudimentali, Mauro ha consentito ai tecnici britannici di ricostruire e ripulire il documento sonoro, rendendolo accessibile a tutti gli appassionati del gruppo. Per uno dei prossimi episodi di Mach 3, adesso Mauro sta lavorando a uno speciale sull’Islanda, un paese tanto piccolo quanto florido nella sua scena progressive degli anni ’70. —
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