Le proposte di Trieste Next per gettare le fondamenta della società del futuro

Nella solita location di piazza Unità comincia una edizione densa di incontri ma anche di interrogativi su salute, ambiente, smart city. Ospiti illustri

Trieste Next, ovvero prossimo, successivo. La manifestazione ormai storica e che di certo ha contribuito a far diventare nei fatti Trieste Capitale della scienza, si terrà tra oggi e il 27 settembre, poche settimane dopo l’imponente e poderosa macchina di Esof 2020. Centosettanta relatori parleranno di ambiente, salute, smart city, Green Deal, soprattutto con il concreto obiettivo di sempre, che è quello di far incontrare impresa e ricerca.

“Science for the Planet: 100 idee per la vita che verrà” è il titolo della nona edizione della manifestazione, in cui non si parlerà solo di salute ma anche di inquinamento, energia, alimentazione, sviluppo industriale ed economico, gestione del territorio e molto altro. Il timone della manifestazione è rappresentato da alcune domande (Quali sfide ci lancerà “la vita che verrà”, in che modo la scienza ci aiuterà a superarle? Sapremo sfruttare il progresso scientifico e tecnologico per affrontare il riscaldamento globale) e dalle risposte cui un panel prestigioso di ospiti cercherà di dare risposta.

Come da sempre, il ricco programma di incontri e manifestazioni si svolgerà nel salotto buono di Trieste, in piazza Unità, con un palinsesto che prevede appuntamenti in collegamento ma, soprattutto, in presenza, con la partecipazione del pubblico in forma completamente gratuita. Nonostante le restrizioni imposte dal contenimento dell’epidemia da Covid-19, gli organizzatori hanno infatti voluto mantenere la formula di successo che prevede molti ospiti illustri provenienti dal mondo della scienza, tutti gli istituti di ricerca della città che per alcuni giorni mettono in mostra le loro attività scendendo dalle loro location sull’Altopiano triestino, e importanti rappresentanti dell’impresa italiana, per creare connessioni pratiche tra la ricerca e la sua applicazione. Le nuove abitudini cui tutti ci siamo adeguati in questo particolare momento, tuttavia, impongono anche una programmazione digitale e quindi, nei giorni di Trieste Next, a integrare gli eventi che si svolgeranno negli spazi tradizionali del festival, ci sarà la possibilità di seguire tutti gli appuntamenti della manifestazione anche in streaming. Novità di quest’anno infatti sarà la “versione digitale” del festival: un vero palinsesto online che unirà attraverso una conduzione giornalistica da studio gli appuntamenti e i relatori e li seguirà per l’intero corso di ogni giornata, per permettere a tutti coloro che non potranno essere presenti di partecipare all’evento che, in questo modo, avrà pure una platea esponenzialmente maggiore.

Le tre giornate di Trieste Next, come ogni anno, saranno dense di appuntamenti con molti protagonisti d’eccezione. Fra gli ospiti di punta va menzionato senz’altro Jan Olof Lundqvist, dello Stockholm International Water Institute, che terrà una conferenza dal titolo “Il futuro dell’acqua” (diretta streaming venerdì 25) assieme a Claudia Ringler dell’International Food Policy Research Institute. Paolo Vineis docente di Epidemiologia ambientale dell’Imperial College di Londra e vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità, sarà presente alla tavola rotonda “La prevenzione ci salverà?”. Da ricordare anche gli appuntamenti con Pier Paolo Di Fiore, ricercatore Airc e professore dell’Università degli Studi di Milano e Peter Wadhams, glaciologo dell’Università di Cambridge, autore del libro “Addio ai ghiacci”. Il primo, sabato 26 terrà una conferenza organizzata da AIRC dal titolo “Questioni di DNA: vita, evoluzione e cancro”. Wadhams invece Teatro Miela venerdì 25 risponderà a una serie di fondamentali domande, come “Possiamo salvare il clima?”, che è il titolo del suo intervento. Il glaciologo e oceanografo britannico pensa infatti che ridurre le emissioni non basta più, dobbiamo sottrarre e anidride carbonica dall’atmosfera.

Anche sul fronte aziende, rappresentanti di lustro, a partire dal Ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli. Marco Alverà, amministratore delegato di Snam (una delle maggiori società di infrastrutture energetiche al mondo), Renato Mazzoncini, amministratore delegato e direttore generale della multi-utility A2A e Diana Bracco, amministratore delegato dell’azienda farmaceutica Bracco, sono solo alcuni dei grandi nomi che si faranno promotori del dialogo tra scienza e impresa. Ci sarà anche l’ormai triestino d’adozione Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Orientale, che racconterà la svolta green di uno dei più importanti snodi della Nuova Via della Seta. —




 

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