Le sue opere in tutta l’Isola e l’amicizia con il Poeta

GRADO. Per raggiungere il suo casone, Aldo Marocco, impiegava pochi minuti. Il suo tempo lo trascorreva tra il casone e lo studio nell’abitazione alla Schiusa. In quel casone avevano sostato anche le...

GRADO. Per raggiungere il suo casone, Aldo Marocco, impiegava pochi minuti. Il suo tempo lo trascorreva tra il casone e lo studio nell’abitazione alla Schiusa. In quel casone avevano sostato anche le giudici del concorso mondiale dei comuni turistici fioriti; al loro rientro a terra avevano affermato di aver visto un mondo incredibile e suggestivo. In quella vera e propria oasi, dove non sono mai mancati di essere presenti la moglie i figli Michele e Luca e i nipoti tanto amati, sono stati ospiti illustri personaggi del mondo della cultura e del giornalismo. Immerso nell’ambiente lagunare probabilmente Aldo Marocco traeva le ispirazioni per le sue opere. Nel 2014 aveva donato al Centro Studi Biagio Marin (con lui aveva instaurato un ottimo rapporto di amicizia) un suo bozzetto in rilievo, una sorta di calco, del busto di Biagio Marin fuso in bronzo. Le sue opere sono davvero tante.

La sua arte è ovunque nell’isola. Pensiamo alle splendide porte finestre in vetro della sala del Consiglio comunale che ricordano la storia di Grado, al monumento ai Caduti di Largo della Vittoria. E ancora la opere che aveva lasciato all’Apt. Aldo Marocco ha pure realizzato la croce patriarchina che si trova sopra la colonna davanti alla basilica. Aveva studiato all’Istituto Statale d’Arte di Venezia conseguendo il magistero in pittura e l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole d’arte. Con gli anni s’è perfezionato in varie tecniche, creandone anche delle proprie. Era un’esteta, un amante dell’Arte con la A maiuscola e amava svisceratamente la sua Grado con la sua spiaggia e la sua laguna. Alcune sue pubblicazioni sono pietre miliari della rappresentazione degli aspetti di vita e storia gradesi: “Al Cason” al quale, come aveva scritto Biagio Marin, Aldo Marocco «ha dedicato il suo amore e la sua monografia» ed il volume dedicato ai “Camini Veneti”. I camini, ognuno diverso dall’altro, che contraddistinguono le famiglie gradesi. Così per il saggio “Le ultime vele dipinte”, ognuna delle quali indicava l’appartenenza familiare, pubblicato su “Barche e Uomini di Grado”, edito dal Comune e dalle Edizioni della Laguna.(an.bo.)

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