Le tariffe popolari tra i 30 e i 70 euro erano anche trattabili

Le tariffe per le prestazioni sessuali nella casa di via Maniacco 7/B erano popolari: oscillavano tra i 30 e i 70 euro e non di rado erano anche oggetto di trattativa da parte dei clienti. Nel corso del monitoraggio gli investigatori hanno contato almeno 110 diversi clienti, ma le verifiche sono ancora in corso.

La coppia di sfruttatori teneva una contabilità molto precisa. Nelle agendine e nei block-notes venivano segnati i dettagli delle prestazioni e dei pagamenti per ogni cliente, insieme al loro numero di telefono.

La platea di frequentatori era varia. Si andava dal libero professionista allo studente, fino al pensionato ultraottantenne rimasto vedovo.

Oltre al contrasto al favoreggiamento ed allo sfruttamento della prostituzione, per gli uomini al comando del colonnello Giuseppe D’Angelo, del colonnello Giovanni Sardella per la Finanza e del capo della Mobile Claudio Culot per la questura vengono considerati i risvolti economico-finanziari dell’attività. Il sequestro dei proventi illeciti rientra tra gli obiettivi principali delle Fiamme gialle e della Polizia di Stato.

Il denaro nell’abitazione del goriziano cinquantaquattrenne è stata trovata in una borsetta di pelle marrone che, evidentemente, serviva per trasferire il contante dal luogo dove avvenivano gli incontri sessuali tra la cinese sfruttata e i clienti. Entrambe le abitazioni sono state controllate, con il cash-dog Caboto e dal cane antidroga Fabia. Se però sono state rinvenute banconote di diverso taglio, non sono state invece trovate tracce di sostanze stupefacenti. —

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