Lega Nord più forte da sola: un segnale alla Cdl

A Grado patto vittorioso con il centrosinistra, ma anche exploit nella corsa solitaria a Manzano e Tarvisio
UDINE
La «forza di popolo di sempre», il «rinnovato entusiasmo», la base «con tanta voglia di fare». Alessandra Guerra legge i numeri ed esulta. La Lega Nord c’è, non solo tiene ma qualche volta aumenta rispetto alle precedenti amministrative, di poco e pure di molto, specie quando va sola: a Manzano tocca il 21,42% a Tarvisio sale al 18,87%. E’ una Lega che sta col centrodestra ma che, già nella stessa giornata dello spoglio, alza la voce. «Siamo alleati affidabili e di buon senso – ripetono vari esponenti del Carroccio –, ma pretendiamo un progetto che parta dal basso e non venga calato dall’alto».


CRESCITA I numeri, appunto, confortano. La Lega cresce sulla tornata di cinque anni fa a Gorizia (2,3% contro 2,06%) e a Cormons (2,77% contro 2,31%), sfonda ad Azzano Decimo col segretario provinciale di Pordenone Enzo Bortolotti (23,16% con la Cdl al 62,15%), mentre scende a Casarsa dal 6,67% del 2002 al 4,96%. In provincia di Udine altri risultati eclatanti: i padani, in particolare, vanno oltre le previsioni lì dove corrono da soli (a Manzano e Tarvisio, oltre 4% in più sul dato di cinque anni fa). Buona crescita anche a Cervignano (dal 4,8% al 7,35%), consensi in calo, invece, a Lignano: il 9,75% del 2002 è diventato il 5,71% di ieri.


CASO OLIVOTTO Grado, con il Carroccio che aiuta Silvana Olivotto, con il 6,03% (un punto in più rispetto al 2002), a battere il centrodestra, è già un caso. «Abbiamo dato un contributo» sintetizza la Guerra. L’anticamera di una svolta? Di un’attrazione per il Pd? «Non spetta a me» dice la presidente regionale del Carroccio. Per adesso c’è spazio solo per un avvertimento al centrodestra: «Speriamo che si possa mettere in cantiere un percorso serio, credibile, alternativo».


SPIRITO DI SQUADRA I vertici Fvg in crisi, l’addio di Marco Pottino e Albertino Gabana, il commissariamento regionale non hanno creato depressioni. «Grazie a Dio no» sospira la Guerra. «Il ringraziamento va agli elettori della Lega che ci hanno rinnovato la fiducia e, in alcuni casi, sono andati oltre». Che cosa è successo? Che cosa è cambiato? «Stiamo ritrovando spirito di squadra e interpretiamo il sentire popolare di questo movimento. Del resto – prosegue la leghista friulana – la Lega cammina con le sue idee, i suoi progetti, il suo essere affidabile. Non cambiamo mai idea, facciamo parlare il nostro linguaggio a tutte le forze politiche».


IDENTITA’ Ma alla Lega, come altre volte in passato, conviene correre da sola? «Abbiamo bisogno di recuperare identità e da soli ci riusciamo evidentemente meglio – commenta ancora la Guerra –, sarà naturale parlarne con gli alleati. Noi siamo di parola, anche se tante volte non ci viene riconosciuto. Ed è capitato invece non poche volte in passato che sacrifichiamo i nostri risultati per il bene della coalizione e per le prospettive di governo».


AGO DELLA BILANCIA La soddisfazione in casa padana è diffusa. «E’ andata bene quasi dappertutto – rileva anche il consigliere regionale Claudio Violino –, soprattutto è andata bene perché ci ritroviamo nella situazione di chi, da solo o in compagnia, è riuscito a vincere. Grado? Non credo avrà ricadute di natura politica su tutta la regione, valuteremo». «Ci siamo comportati egregiamente un po’ dappertutto – sottolinea pure il commissario Fulvio Follegot –: ad Azzano Decimo c’è stato il trionfo di Bortolotti, ottimi anche i risultati di Maniago e Prata, non parliamo di quelli eccezionali di Tarvisio e Manzano e del contributo a Grado». Lega ago della bilancia? «Lo siamo sempre stati – osserva Follegot – ed è chiaro che ci aspettiamo che la nostra affidabilità venga tenuta ben presente da chi dovrà muovere le prossime pedine in vista delle regionali».


CREDIBILITA’ Ribaltone in vista? «Ci ritroveremo al tavolo del centrodestra come d’accordo – prosegue il commissario – e cercheremo una soluzione. L’importante è che altri dimostrino di aver imparato dai loro errori e si cominci, prima che del candidato, a discutere del programma». Anche Maurizio Franz, consigliere regionale, parla di Lega «determinante» e Maurizio Pizzimenti, sindaco di Marano, di «partito dai progetti ancora validi, tanto più se li portiamo avanti da soli». «La Lega – conclude Pizzimenti – non è obbligata a fare necessariamente delle scelte assieme a qualcuno, specie se quel qualcuno non è credibile».


Marco Ballico

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