Legambiente: differenziata, il flop non è colpa dei triestini

Non si scarichino le colpe del flop della raccolta differenziata sulla pigrizia dei triestini. Eppoi, «se nelle altre province della regione le cose vanno molto meglio, non dipenderà forse anche dal fatto che lì non ci sono inceneritori?». Il monito e la domanda portano la firma del Circolo verdeazzurro Legambiente di Trieste, per mano del presidente, l’architetto Lucia Sirocco, che ha inviato una lettera aperta al sindaco Roberto Cosolini e all’assessore all’Ambiente Umberto Laureni, dal quale è arrivata proprio negli ultimi giorni l’ammissione via Piccolo di tale flop.
«Nel 2010 il 20,09%, nel 2011 il 24,05, nel 2012 il 28,72. Nei primi tre mesi del 2013 il 29,31%. In questi numeri divulgati di recente - scrive Sirocco - il drammatico flop della raccolta differenziata dei rifiuti urbani a Trieste. Mentre a Padova, dove il servizio di raccolta e smaltimento è gestito da AcegasAps, come a Trieste, si arriva al 45%, ed al 75% dov’è attiva la raccolta “porta a porta”. Imbarazzante soprattutto il confronto con il resto del Friuli Venezia Giulia: nel 2011, come si evince dai dati dell’Arpa, la raccolta differenziata in provincia di Gorizia raggiungeva il 59,51%, il 59,89 in quella di Udine, il 73,95 in quella di Pordenone. Media regionale: 55,80%, bassa proprio per colpa di Trieste». «È utile ricordare - incalza la dirigente di Legambiente - che l’obiettivo minimo di raccolta differenziata, prescritto dalle direttive europee, è, ormai era…, il 65%, da raggiungere entro la fine del 2012. Stupisce dunque un pochino, di fronte all’eloquenza dei numeri, l’affermazione dell’assessore Laureni, secondo cui nel flop della raccolta differenziata a Trieste “non ci sono colpe specifiche del Comune o dell’Acegas”. Ma di chi sarebbero allora, di grazia, le colpe? Ricordando che di Acegas, oltretutto, il Comune di Trieste è da sempre l’azionista di maggioranza, cioè il padrone?». «Sembra - chiude Sirocco - si tenti di scaricare le responsabilità del clamoroso ed imbarazzante fallimento su non meglio precisati deficit di informazione e sulla pigrizia dei cittadini. Il Comune, con notevole battage mediatico, aveva peraltro stabilito severe sanzioni pecuniarie, da 150 a 500 Euro, a carico di chi smaltisce scorrettamente e non differenzia i rifiuti: quante multe sono state effettivamente comminate? Esiste davvero un sistema di controllo che permetta di individuare i trasgressori? Oppure tutto si risolve alla maniera delle gride manzoniane?».
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