L’erede di Jakovcic finisce nel mirino dei socialdemocratici

POLA. Il Partito socialdemocratico (Sdp) gioca un’altra carta nel tentativo di delegittimare la Dieta democratica istriana e di prendere così in mano il timone della penisola in occasione delle elezioni locali previste per il 19 maggio prossimo. Visto che la mossa riguardante Damir Kajin (l’ex dietino che ambisce alla poltrona di presidente della Regione con il sostegno dell’Sdp) sembra destinata al fallimento, la battaglia dal piano politico si sposta su quello giudiziario con l’intenzione di colpire l’avversario di Kajin, vale a dire quel Valter Flego, che il leader dietino Ivan Jakovcic ha designato a suo successore come leader istituzionale dell’Istria. Lo scrive l’autorevole portale croato “Index.hr” a proposito della notizia riportata dai media che orbitano nell’area dell’Sdp, secondo cui la procura e la polizia starebbero indagando su presunte manovre finanziarie relative al versamento dello stipendio di Valter Flego quale sindaco di Pinguente. In poche parole, la paga di Flego sarebbe troppo alta, tale da collidere con le norme vigenti in materia. Il portale aggiunge però che l’autorità giudiziaria controllata dall’Sdp avrebbe chiuso non uno, ma tutti e due gli occhi, a causa di evidenti violazioni dello stesso tipo accertate presso gli uffici del Capo dello stato Ivo Josipovic e del presidente del parlamento Josip Leko. Per la precisione, la Revisione di stato ha accertato - afferma il portale - che nel 2011 l’ufficio del Capo dello stato ha erogato 110.000 euro a titolo di stipendi oltre il consentito dalla legge. Altrettanto sarebbe stato fatto dall’ufficio della presidenza del Sabor, in questo caso la cifra illegale sarebbe di 260 mila euro. Per la stessa ragione il portale ha punzecchiato il sindaco socialdemocratico di Umago Vili Bassanese. Quest’ultimo però ha risposto che il compenso per 57 ore di lavoro straordinario nel 2011 era supportato da una delibera municipale. (p.r.)
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