L’esplosione in via Gregorcic Condannato a 3 anni e 8 mesi

Aveva maneggiato un residuato bellico della Prima guerra mondiale nell’area di via Gregorcic, che gli era esploso tra le gambe provocandogli serie ferite a una gamba, tanto da rischiare di perderla. Era il 7 novembre 2017. Il sessantaduenne goriziano Maurizio Plesnicar è stato condannato alla pena di 3 anni e 8 mesi di reclusione dal giudice per le udienze preliminari Flavia Mangiante, a fronte dell’assoluzione invece per il reato di ricettazione.
È l’esito del procedimento con rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena, in relazione alle accuse di detenzione illegale di armi ed esplosivi, esplosioni pericolose, disastro con pericolo per la pubblica incolumità e danno colposo. Non è stata quindi riconosciuta l’ipotesi di accusa di ricettazione relativa all’acquisizione della granata di guerra da ignoti. Il pubblico ministero Paolo Ancora aveva richiesto sempre una pena di 3 anni e 8 mesi di reclusione, comprendendo il reato di ricettazione.
Quel 7 novembre il goriziano aveva tra le mani la granata di origine austro-ungarica, calibro 15, caricata a metà, circa due chili di tritolo, un aggressivo chimico e circa due litri di lacrimogeno. Finché era esploso l’innesco e l’ordigno era deflagrato tra le sue gambe. L’uomo era rimasto ricoverato sei mesi in ospedale. Un’esplosione tale da aver causato un pericolo quantomeno per un raggio circolare di 800 metri, aveva rilevato la pubblica accusa tenendo anche conto del luogo in cui la deflagrazione era avvenuta, una zona dove ci sono abitazioni, attività industriali e una pista ciclabile. Tutti elementi di alto rischio ai fini dell’incolumità pubblica. Allora inoltre nel capannone del 62enne, in via Gregorcic, all’interno di un terreno di proprietà, regolarmente recintata, dietro lo stabilimento Coveme, erano stati rinvenuti altri esplosivi e armi da guerra. Materiale acquistato o ricevuto da ignoti, secondo la Procura, che aveva contestato la ricettazione.
Gli avvocati Alberto Tarlao e Samo Sanzin che hanno assunto la difesa di Plesnicar, hanno osservato: «Riteniamo che la pena disposta dal giudice sia indubbiamente eccessiva. Attendiamo di conoscere le motivazioni alla sentenza e proporremo Appello. Il nostro assistito ha riportato lesioni tali da impedirgli di lavorare, ha duecento schegge in corpo». In merito al reato di ricettazione, per il quale l’imputato è stato assolto, i legali hanno spiegato: «Plesnicar era giardiniere, gli ordigni bellici non li aveva ricevuti da alcuno, ma li aveva trovati scavando il terreno durante il suo lavoro». Hanno quindi aggiunto: «Riteniamo inoltre che non sussista neppure l’ipotesi di disastro colposo, non essendosi mai manifestata quella situazione di pericolo, necessaria a integrare il reato».
C’è un ulteriore evento per il quale il sessantaduenne sta affrontando il processo attualmente in corso davanti all’organo giudicante in composizione collegiale. Il 10 dicembre 2015 sempre nell’area di via Gregorcic era “saltata” una granata di artiglieria del tipo He. L’ordigno con calibro di circa 150 millimetri, caricato con esplosivo tra i 4 e i 6 chili, era deflagrato fortunatamente quando Plesnicar s’era allontanato. Non c’erano state conseguenze a persone. —
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