L’essiccatoio-rudere rischia l’estinzione

/RONCHI
Non capita di rado pensare alle occasioni sprecate, a ciò che s’è perduto e non potrà mai tornare. Nella vita, negli affetti, così come nella storia di una comunità e di quelle che sono state le sue testimonianze. Proprio come succede a Ronchi dei Legionari dove, nel corso dei decenni, si son visti sparire piccole e grandi porzioni del passato. E non certo anonimi fabbricati o qualcosa di trascurabile. Uno di questi, ben visibile a tutti, è l’ex essicatoio tabacchi di via San Lorenzo.
Nei mesi scorsi gli ennesimi crolli. Più recentemente era crollata una parte del muro in pietra, mentre in precedenza, dal tetto, ormai pericolante e pericoloso, si sono staccati altri pezzi. Fortunatamente l’edificio è disabitato e inutilizzato da tempo, ma fa tristezza vedere in che condizioni sia. Fra non molto, andando avanti di questo passo, resterà solo un cumulo di macerie. Anche perché piccoli e grandi crolli continuano a verificarsi, come quello che ha interessato la porta d’ingresso principale.
Quella in questione, sempre più mal ridotta e dove non manca chi abbandona rifiuti, è una costruzione degli anni Venti, abbandonata ormai da lunghi anni e da tempo immemore al centro di progetti di recupero che non si sono mai concretizzati. Dopo aver assolto alla sua funzione originaria, esso era stato destinato a magazzino. Poi, una decina di anni fa, abbandonato al suo destino di degrado e di trascuratezza che dura tutt’ora. Si era parlato dell’interessamento di un gruppo impegnato nella grande distribuzione, poi c’era da mettere d’accordo tutti i proprietari e alla fine è arrivata anche la Soprintendenza che lo ha tutelato come immobile di archeologia industriale.
Ma nessuno, sino ad oggi, ci ha messo mano. Così l’edificio appare lasciato al suo destino, com’è avvenuto e come avviene per altri immobili di una certa “stazza” esistenti in città. Nel piano regolatore era stato inserito in uno dei tanti piani di recupero previsti nella città. Ma non sempre i tempi del privato collimano con quelli del pubblico e, quindi, forse tutto ciò ha finito con lo scoraggiare ogni progetto previsto.
Certo è che l’ex essiccatoio rientra ancora nella strategia di recupero dei beni abbandonati. È uno degli esempi del passato della città. Oggi lo stabile si presenta malconcio, in evidente stato di rovina. Una parte del tetto è crollata, l’esterno che si affaccia su via San Lorenzo è stato transennato, in quanto si staccavano pezzi di intonaco che erano pericolosi per le automobili che spesso parcheggiavano nella zona.
Ma ci sono anche problemi di igiene da prendere in considerazione, come lo sono spesso quelle zone abbandonate sulle quali prolifera la vegetazione, ma anche ratti e altri animali più o meno fastidiosi. Si arriverà mai a recuperare questa bruttura oggi anche invasa ed aggredita dalla vegetazione?
Ecco che cosa succede quando un edificio rimane vuoto. Quando i proprietari se ne vanno ed inzia il lento ed inesorabile degrado. Le testimonianze non mancano, fatte di ruderi, di spazi vuoti, di incursioni vandaliche e di abbandono. E può succedere che queste strutture diventino anche una discarica.—
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