L’ex casermetta è stata demolita In via Pola previsti 10 alloggi popolari

La direttrice dell’Ater Gargiulo: «Costava di più recuperarla» Investimento da 2,4 milioni nell’ambito del piano periferie 

Francesco Fain

Demolita. Rasa al suola. La casermetta di via Pola, nel quartiere della Campagnuzza, non esiste più. L’Ater ha proceduto con il suo abbattimento integrale e fa una certa sensazione, oggi, passare di là e non vedere più quella struttura che aveva finito con il “caratterizzare” la zona.

Ma non è una demolizione fine a se stessa. Perché lì verranno realizzati ex novo dieci alloggi popolari (investimento da 2,4 milioni di euro) che costituiscono un’ottima notizia, vista la fame di case a prezzo calmierato in una situazione economica difficile e aggravata dal Covid-19. «È una demolizione/ricostruzione - fa sapere il direttore dell’ex Iacp, Alessandra Gargiulo -. Visivamente, una volta ricostruita la struttura, rimarrà più o meno la stessa sagoma. Abbiamo proceduto in questa maniera perché l’edificio era talmente degradato e compromesso che sarebbe costato di più effettuare una ristrutturazione piuttosto che radere al suolo tutto e ricostruire».

Peraltro, si tratta del primo step di un cantiere attesissimo e legato al Piano periferie. L’intervento, infatti, è parte integrante del “Bando per la presentazione di progetti per la predisposizione del programma straordinario di intervento di riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie della città metropolitane e dei Comuni capoluogo”.

Come si ricorderà, Ater e Comune sono riusciti a mettere in saccoccia 18 milioni per intervenire nella periferia Sud della città, in particolare nel quartiere della Campagnuzza. Si procederà a un piano di recupero e di riqualificazione di alcuni edifici e infrastrutture «al fine - si legge in determina dirigenziale - di migliorare la qualità della vita di quartiere e porre in essere alcuni interventi di notevole rilevanza urbana e infrastrutturale per la zona, tra i quali la riqualificazione della piazzetta G.Bernardelli e la realizzazione ex novo di un collegamento ciclo-pedonale tra la via del Carso e corso Italia. Tali lavori - si legge ancora nella documentazione disponibile all’Albo pretorio - sono, pertanto, interamente finanziati con contributo statale e la convenzione stipulata fra l’ente e lo Stato prevede tempi di progettazione e realizzazione dei lavori stringenti».

Ecco, quindi, la necessità di spingere sull’acceleratore di un intervento che avrà una grande importanza per il quartiere della Campagnuzza e per la città tutta. L’affidamento dell’incarico per la redazione delle pratiche catastali è stato un ulteriore step (o tappa di avvicinamento) per la concretizzazione del piano periferie. Si rimetterà in sesto un’ampia zona degradata: dall’ex collegio Filzi alla casermetta di via Pola per finire con piazzetta Bernardelli. L’intervento più atteso riguarda, indiscutibilmente, il Filzi, che oggi versa in uno stato di grave degrado: un complesso edilizio che venne realizzato dall’Ises (Istituto per lo sviluppo dell’edilizia sociale) per essere destinato all’Opera per assistenza ai profughi giuliani e dalmati.

«Le cose stanno andando avanti. Il tutto - ha spiegato nei giorni scorsi il sindaco Ziberna - rientra nel “Piano periferie”. Roma, com’è noto, ha accolto la nostra domanda e siamo pronti ad avviare interventi per 18 milioni. In realtà, il grosso dei lavori è affidato all’Ater che segue la gran parte del progetto. Il Comune si occuperà della ciclabile di via del Carso e della realizzazione di un parcheggio». —

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