L’ex ferroviere favorevole alle pistole per gli agenti triestini

Il neocomandante Milocchi. «Le funzioni vanno adeguate Anche i “bobbies” inglesi non hanno più solo il fischietto»
Foto Bruni Trieste 26.07.2017 parcheggi selvaggi
Foto Bruni Trieste 26.07.2017 parcheggi selvaggi

Walter Milocchi è da un mese a capo della Polizia locale triestina, con compiti di direzione d’area.

Ha preso il posto di Sergio Abbate, in pensione dopo 14 anni di comando. Milocchi compirà 53 anni il 20 novembre ed è un uomo che viene dalla gavetta. Abitava con la famiglia in Androna Campo Marzio, ha studiato al Galvani, avrebbe voluto imbarcarsi come radiotelegrafista, invece divenne operaio delle Ferrovie dello Stato addetto alle linee ad alta tensione: finchè l’allora leader delle Fs, il potente Mario Schimberni, progettò di alleggerire gli organici con 40 mila tagli e il giovane Milocchi ritenne igienico cambiare aria.

«Non era una vocazione, poi il mestiere mi piacque», sorride il comandante: perchè, avendo passato il concorso da vigile urbano, nel 1989 entrò nella Municipale, prima come semplice agente eppoi come sottufficiale. Nel 1995 la laurea in Scienze politiche con una tesi su Schengen. Nel 1998 si trasferisce a Monfalcone come capo dei vigili, incarico che resse fino alla primavera dello scorso anno quando, dopo 19 anni, tornò al corpo d’origine con la qualifica vicariale.

Comandante, il suo predecessore era favorevole ad armare tutti gli agenti della Locale. Lei cosa ne pensa?

Ferma restando la competenza del Consiglio comunale sulla decisione, concordo con Abbate. Trieste è rimasta una delle ultime grandi città italiane ad avere la Locale disarmata. La dotazione parziale è un buon inizio, ma credo sarà opportuno ampliare gradualmente il novero degli agenti armati. I problemi legati alla sicurezza e all’ordine pubblico sono molto cambiati: pubblici eventi, terrorismo, criminalità organizzata consigliano un adeguamento delle nostre funzioni. Una volta anche i bobbies inglesi avevano solo i fischietti, oggi sono armati ...».

Quanto costerà il parziale armamento della Locale?

Le poste saranno presumibilmente iscritte nel bilancio del 2019. Tra armi, custodie, esercitazioni è ragionevole preventivare una spesa attorno ai 100 mila euro.

A proposito di ordine pubblico, siete partiti con le Daspo urbane. Primo bilancio?

Finora 15 verbali, che prevedono l’allontanamento per 48 ore dal sito interessato. Si tratta di parcheggiatori e venditori abusivi, mendicanti. Sono senegalesi, romeni, bulgari. Due si sono fatti ripescare prima dello scadere delle 48 ore. E’già stata attivata la procedura prevista dal decreto Minniti: comunicazione alla questura, ingiunzione, notifica ... Punto di caduta il divieto d’accesso nelle zone previste dal Regolamento comunale, che copre una parte considerevole della città: Barcola, Rive, Ghega-Sinagoga, Rossetti-Ippodromo-d’Annunzio-San Giusto, ospedali, giardini pubblici. I più giovani, soprattutto sulle Rive, tendono talvolta a opporre resistenza.

La movida spacca la cittadinanza. Pubblici esercizi e clientela da una parte, residenti dall’altra.

E’impensabile che un regolamento possa risolvere una questione, che presuppone una notevole dose di buon senso. Bisognerà lavorarci sopra. Siamo in giro fino alle 2 di notte, sempre che non vi siano incidenti stradali. Controlliamo locali e orari. Musica e rumori sono di difficile interpretazione: bisognerebbe girare con il tecnico dell’Arpa abilitato all’utilizzo del fonometro... In via Torino il vociare è più alto della musica: allora cosa facciamo? Identifichiamo 300 persone perchè parlano?

Oltre ai temi di ordine pubblico c’è la quotidiana gestione del traffico. Quali priorità ha indicato alla sua struttura?

Tanto per cominciare, il rispetto verso i pedoni, soprattutto in considerazione dell’anagrafe triestina: auto e scooter debbono togliersi certi malvezzi. Poi l’uso del cellulare alla guida, che causa un’alta incidentalità. E bisogna limitare la sosta in seconda fila.

Non le sembra che Trieste, rispetto ad alcuni anni fa, pulluli di furgoni, spesso parcheggiati con molta disinvoltura?

Sì, è vero. Anche perchè sono cambiati gli stili di vita. Una volta andavamo a comprare in negozio, oggi si acquista su Internet e la merce è recapitata a domicilio. Infatti registriamo una forte crescita del piccolo trasporto. E’mutata anche la mobilità transfrontaliera: guardi quante targhe “kp”. Ed è difficile aumentare le zone di carico/scarico: pensi a via Valdirivo, se inseriamo soste commerciali, finisce come in via Mazzini dove i bus soffrono. E ti giochi la doppia corsia. Si può provare a cercare qualche area in Borgo Teresiano.

E le fasce orarie?

Mah, le consegne ormai avvengono a tutte le ore. Si potrebbe tentare di intensificarle all’ora di pranzo. Sempre che i negozianti non vadano a pranzo ...

Il traffico resta molto intenso. In certi orari troppo.

Perchè si incanala lungo le poche arterie di grande scorrimento: Barriera Vecchia, Carducci, Battisti-Giulia, Coroneo-Fabio Severo. Un classico incidente in via Timeus si ripercuote su tutta la rete viaria vicina. Il sistema-Rive funziona molto bene ma non è replicabile. Sarebbe opportuno cambiare qualche abitudine, vedo in giro troppe auto con pochi passeggeri ... E il trasporto pubblico funziona molto bene.

Ai suoi ordini oggi 220 persone. Quante gliene servirebbero effettivamente?

Per un servizio più efficace bisognerebbe crescere verso le 300 unità. Il lavoro è cresciuto: turismo, passaggio di stranieri, mobilità transfrontaliera. Monitoriamo taxi abusivi, ditte di noleggio auto-pullman. Ci furono in passato organici robusti: quando venne inglobato parte del personale ex Gma, quando c’era lo shopping jugoslavo. Quando venni assunto nel 1989 avevo 390 colleghi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo