Un diario di bordo dal mare di Trieste: «E’ la porta sul Mediterraneo e sul futuro»

Parole, musica e sport si sono intrecciati nel pomeriggio vissuto da un gruppo di lettori de Il Piccolo, che hanno potuto assistere a un evento a bordo di Msc Fantasia. Il mare è stato il filo conduttore dell’evento

Micol Brusaferro
Il pubblico all'evento (foto Lasorte)
Il pubblico all'evento (foto Lasorte)

È stato un pomeriggio speciale quello vissuto sabato 3 ottobre da un gruppo di lettori de Il Piccolo, che hanno potuto assistere a un evento a bordo di Msc Fantasia tra sport e cultura, con il mare come filo conduttore.

La nave, ormeggiata alla Stazione Marittima, ha accolto tutti prima della ripartenza, con un’ora e mezzo circa di intrattenimento offerto da Piccolo e Gruppo Nem in collaborazione con Msc Crociere, in occasione della Barcolana.

L’occasione

L’appuntamento, dal titolo “Il libro di bordo”, è stato guidato dal condirettore di questo giornale, Alberto Bollis, e dalla responsabile delle pagine culturali dei sei giornali del Gruppo Nem, Maddalena Rebecca. Per tutti i lettori un drink di benvenuto e l’accoglienza in una zona spettacolare della nave, con le grandi vetrate rivolte verso Rive e città. Dopo i saluti di Msc, gli interventi istituzionali, iniziati con l’assessore alle Politiche del territorio Michele Babuder, in rappresentanza del Comune di Trieste, «mi fa piacere – ha detto – che ci siano queste occasioni di incontro e approfondimento, spero sia la prima di una serie di iniziative simili».

Luciano Del Prete, comandante della Capitaneria di Porto Trieste, ha ricordato che «si è aperta una dieci giorni impegnativa per noi e per le altre persone che garantiranno la sicurezza a terra e in mare, ci auguriamo che sia una bella Barcolana per tutti». Mitja Gialuz, presidente di Barcolana, ha annotato che «è una grande emozione essere qui, in questa nuova iniziativa voluta per parlare del rapporto di Trieste con il mare, che a Trieste non è un confine, ma una porta sul Mediterraneo e verso il futuro».

Storie di mare

Spazio a un primo approfondimento, protagonisti lo scrittore Marco Valle e il giornalista Alessandro Mezzena Lona, ai quali è stato chiesto di citare alcuni personaggi considerati importanti, a vario titolo, proprio per il loro legame con il mare. Valle, autore di saggi storici e divulgativi che spesso approfondiscono le dinamiche del Mediterraneo, la storia navale, le biografie di personaggi che hanno lasciato un segno e le identità territoriali e culturali, tra i nomi citati ha scelto, tra gli sltri, la storia del mercante Pietro Querini, ma ha anche citato Agostino Straulino «che fu il vero babbo della vela italiana».

Anche Mezzena Lona, scrittore e giornalista, per 16 anni responsabile cultura de Il Piccolo, ha citato alcuni nomi della letteratura collegati al mondo del mare, tra questi Gillo Dorfles, «che in un racconto sosteneva che Trieste non fosse una città di mare, ma che fosse una città sul mare, capace di vivere un’interiorità molto forte legata alla terra e allo stesso tempo legata al mare, con due anime che convivevano». Mezzena Lona ha anche annunciato la partenza lunedì dell’evento inserito in Barcolana, da lui ideato e diretto, “Un mare di di racconti”, festival letterario dedicato ai libri, alle storie e alla cultura del viaggio, giunto all’ottava edizione.

Nuovi campioni

A seguire sul palco sono saliti due giovani talenti della vela, i campioni triestini Lisa Vucetti e Vittorio Bonifacio, atleti della Società velica Barcola e Grignano, che nell’arco di dieci giorni hanno conquistato il titolo mondiale Junior e quello europeo Junior nella classe olimpica 470 Mixed, imponendosi sia nella under 24 sia nella categoria Under 21.

Un doppio successo costruito dopo gli anni nell’Optimist e nel 420, con un percorso che li sta portando verso Los Angeles 2028. Tra i ricordi raccontati l’esordio nella disciplina. Per Vittorio «è stato mio papà ad avvicinarmi alla vela da piccolo – ha spiegato – e gli sono grato. Da allora la mia passione per questo sport è costantemente cresciuta».

Lisa invece ha seguito la sorella maggiore che già frequentava un corso: «Dopo qualche settimana mi sono innamorata di questo mondo e non l’ho più lasciato». La chiacchierata ha coinvolto anche Andrea Caracci, triestino, ingegnere aeronautico, velista e navigatore. Anche lui ha ricordato gli inizi: «Avevo 9 anni e con la famiglia siamo andati per la prima volta in una crociera in barca a vela ed è stato amore a prima vista, e non mi hai mai abbandonato. Sono ancora innamorato delle barche e quando salgo a bordo mi sento sempre a casa».

Ali sull’acqua

L’ultima parte dell’evento - concluso con lunghissimi applausi - ha visto la partecipazione di Elena Pellegrini, produttrice di Steel Film Productione co-produttrice del docufilm “Ali sull’acqua”, del regista Gabriele Donati e del cantautore Ri-ky Anelli, autore e produttore della colonna sonora del docufilm.

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In un mix di racconti e musica, è stata ripercorsa in modo originale la storia di Francesco Agello e del suo Macchi-Castoldi MC. 72. Il 23 ottobre 1934, sul lago di Garda, Agello raggiunse i 709,202 Km orari, stabilendo un record mondiale di velocità tuttora imbattuto per idrovolanti con motore tradizionale a pistoni. Per Pellegrini, triestina, salire sul palco dell’evento «è stato meraviglioso, non tornavo da tempo nella mia bellissima città e farlo nei giorni della Barcolana è stato stupendo. Grazie per l’invito. Trieste ha un legame forte col mare e con questa iniziativa è stato narrato in modo unico».

 

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