Lido di Staranzano liberato dai rifiuti con Pelù alleato di Legambiente

Cinquanta volontari hanno bonificato il litorale e la Quarantia dall’invasione di enormi boe, taniche e cassette di polistirolo

Laura Blasich

Dieci boe, tre New Jersey in plastica, taniche e cassette in polistirolo, un grande pneumatico e 40 sacchi pieni di bottiglie di plastica e lattine, retine per la mitilicoltura e frammenti di borse e teli in plastica. Sono il “bottino” dell’operazione di pulizia effettuata ieri lungo il litorale tra il Lido di Staranzano e la Quarantia da una cinquantina di volontari di Legambiente assieme al rocker Piero Pelù e al presidente nazionale dell’associazione, Stefano Ciafani, oltre che all’assessore comunale all’Ambiente Andrea Corà. La terza tappa del Clean beach tour, iniziativa nata dalla collaborazione tra il cantante toscano e l’associazione, la prima dopo il lockdown, ha toccato un’area dove non viene effettuata la balneazione, a differenza che a Feniglia e a Sanremo, prime due soste del progetto, ma che è di elevato interesse ambientale, una zona protetta. Anche se il mare non lo sa, depositando a riva quanto si trova, suo malgrado, a ricevere.

A inizio febbraio, in occasione della Giornata mondiale delle zone umide, in un tratto precedente a quello pulito ieri, più a ridosso della spiaggia del Lido, erano stati raccolti circa 150 sacchi di rifiuti misti, un’altra decina di boe di grandi dimensioni, una ventina di taniche per carburante e poi sedie di plastica rotte, cassette di plastica e polistirolo, una decina di copertoni. «I rifiuti che ci ritroviamo in mare nascono sulla terraferma – ha sottolineato il presidente di Legambiente Stefano Ciafani –, per due cause principali: la maleducazione dei cittadini e la cattiva gestione da parte degli enti territoriali. Qui stiamo trovando molta plastica usa e getta di cui è ripreso l’utilizzo in questo periodo segnato dal Covid-19, anche se a fare la sicurezza non è il prodotto in sé, ma l’uso che se ne fa».

Con l’iniziativa di ieri, che ha sostituito di fatto il passaggio della Goletta Verde, rimasta in banchina per l’emergenza sanitaria, Legambiente nazionale è tornata a chiedere al governo di accelerare su Plastic tax, introduzione della Direttiva Ue per l’abbandono delle plastiche monouso e approvazione del disegno di legge sul fishing for litter promosso dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa e da Rossella Muroni, bloccato al Senato, per permettere finalmente ai pescatori di fare gli spazzini del mare. «Anche se sappiamo che alcune Regioni hanno anticipato la norma, come in Friuli Venezia Giulia», ha aggiunto Ciafani, ribadendo ieri l’impegno di Legambiente anche per dare alla centrale termoelettrica di Monfalcone un futuro slegato dai combustibili fossili, com’è il gas. Il presidente nazionale dell’associazione ha preannunciato un’iniziativa di sensibilizzazione che, sulla falsariga dell’incursione effettuata lo scorso anno dalla Goletta Verde davanti alla banchina dell’impianto energetico, avrà luogo a Monfalcone nei prossimi giorni. Se il mare che bagna il litorale monfalconese e staranzanese e del resto della regione sia in salute lo si saprà invece lunedì, quando Legambiente renderà noto l’esito del monitoraggio effettuato in questi giorni dai volontari locali. «Il prelievo è stato effettuato martedì e i campioni sono stati inviati a un laboratorio accreditato», ha confermato Michele Tonzar del direttivo del Circolo Legambiente Ignazio Zanutto di Monfalcone. Al suo fianco l’associazione, ieri presente anche con il presidente regionale Sandro Cargnelutti, ha trovato un testimonial d’eccezione in Piero Pelù, che, come Legambiente, festeggia questo 2020 i 40 anni di carriera.—

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