L'Ince a Trieste: «Le reti di trasporto transnazionali non devono escludere i Balcani»

TRIESTE. La questione delle reti di trasporto transeuropee in relazione anche al loro ampliamento ai Balcani occidentali è stato l’argomento al centro degli incontri della commissione per gli Affari economici e della commissione per gli Affari politici dell’Ince che si sono riunite ieri a Trieste.
«In tempi recenti - ha affermato Lodovico Sonego, presidente della delegazione parlamentare italiana presso l’Iniziativa Centroeuropea - è prevalsa in Europa la sensazione che quello dei Balcani occidentali sia un dossier concluso e che non richieda più l’impegno precedente. È un errore. Quei Paesi e quelle comunità si sentono Europa e desiderano essere membri delle istituzioni europee, hanno fatto grandi passi avanti per diventare Paesi membri e vanno incoraggiati e aiutati dalle istituzioni comunitarie per compiere il cammino che resta da fare». In particolare, Sonego ha sottolineato che per la delegazione italiana «nel caso della Serbia si tratta di dare inizio senza indugio al negoziato di accesso».
«L’Ince si colloca all’interno delle quattro macroregioni delle strategie europee: Baltica, Danubiana, Alpina e quella che ci interessa più da vicino, ovvero la Adriatico-Ionica per la quale il Friuli Venezia Giulia è coordinatore del Pilastro 2 su Reti di trasporto ed energetiche - ha ricordato la governatrice Debora Serracchiani - Per questo siamo particolarmente interessati al lavoro che può portare avanti l’Ince con cui collaboriamo da tempo».
Secondo l’ambasciatore Giovanni Caracciolo di Vietri, segretario generale dell’Ince, «l’obiettivo è quello di promuovere un ideale di integrazione europea e in questo senso le strategie macroregionali sono un sussidio fondamentale a complemento dell’azione svolta a livello comunitario sui principali temi, che oggi sono quelli dell’immigrazione da una parte e delle infrastrutture dall’altra».
«Trieste ha bisogno di connessioni - ha rimarcato il sindaco di Trieste Roberto Cosolini - per poter perseguire la sua vocazione portuale, logistica, di ricerca e turistica. C’è stato un lungo periodo di isolamento non solo infrastrutturale, sul quale si sta lavorando, ma anche di relazioni che è stato superato, permettendo alla città di essere nuovamente percepita come risorsa a livello di rapporti all’interno dell’Europa e verso il Mediterraneo». A concludere gli interventi il sottosegretario per gli Affari esteri e la Cooperazione internazionale Benedetto Della Vedova.
«Alla fine degli interventi - ha fatto rilevare una nota di Cristian Sergo, portavoce del M5S in Consiglio regionale - una cittadina (si trattava di una militante No-Tav, ndr) ha ricevuto la parola dalla presidente della Commissione Ince Maria-Andreea Paul e ha fatto un intervento accalorato e una domanda precisa ai commissari: “Perché non ascoltate mai i territori e le popolazioni quando parlate di Tav e di infrastrutture?”.
Il tono appassionato della signora, che non ha insultato nessuno, non è stato molto apprezzato dal senatore Sonego che dapprima ha cercato di togliere la parola alla cittadina, poi le ha impedito di assistere al proseguimento dei lavori nel pomeriggio, con tanto di segnalazione da parte degli agenti della Digos. Da un senatore del Pd - rileva Sergo - ci si aspetterebbe un altro atteggiamento. Peccato che nonostante il 60% dei cittadini del Friuli Venezia Giulia andati al voto nel 2013 abbiano scelto programmi con scritto a chiare lettere no all’Alta velocità e stop al consumo del suolo, fra pochi mesi si vedranno recapitare da Rfi un nuovo progetto di velocizzazione della linea Venezia - Trieste che costerà circa 1,8 miliardi di euro e porterà ad almeno 40 km di nuovi binari».
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