L’investitore pirata va davanti al giudice

Alle 11 l’udienza di convalida dell’arresto del trentenne Capriulo che alla guida dalla Yaris ha travolto sulle strisce Mauro
Bonaventura Monfalcone-04.07.2020 Incidente mortale-Via Matteotti-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-04.07.2020 Incidente mortale-Via Matteotti-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

Tiziana Carpinelli

Mentre il pensionato Franco Mauro giaceva esanime a bordo strada, Francesco Capriulo, poi trovato positivo all’alcoltest, con un valore cinque volte superiore al limite fissato dalla legge di 0,5 grammi per litro, proseguiva per la sua strada senza fermarsi. Anche per questo motivo, cioè la fuga e omissione di soccorso alla vittima deceduta pressoché sul colpo in via Matteotti, oltre che la guida in stato di ebrezza, ai polsi del trentenne conducente pugliese erano scattate sabato le manette, per l’ipotesi di reato di omicidio stradale, e si erano schiuse le porte della casa circondariale di via Barzellini. Ma oggi potrebbe essere una giornata decisiva per la penosa vicenda del 68enne travolto sulle strisce a pochi passi dalla casa di via Fontanot. Capriulo infatti, alle 11, dovrebbe comparire davanti a un giudice del Tribunale di Gorizia, per l’udienza di convalida dell’arresto.

L’investitore, che assieme a un passeggero si trovava al volante di un’auto aziendale, cioè di servizio, della Cimolai aveva a posteriori riferito l’intenzione di fare dietrofront fino al luogo del sinistro, mai concretizzata perché ormai la Polizia l’aveva individuato e fermato in prossimità di piazza della Repubblica. Il trentenne risiede a Fracagnano, in provincia di Taranto, ma risulta domiciliato in città, precisamente in una foresteria di via Primo maggio.

Ieri il sindaco Anna Cisint si è appellata alla «responsabilità sociale di impresa» nell’indirizzare una lettera all’azienda friulana affinché «vengano messe in campo tutte le necessarie iniziative verso il personale per assicurare il rispetto di tutti quei comportamenti necessari al convivere civile nella comunità in cui si trova ad abitare e a lavorare, adottando i necessari provvedimenti». La prima cittadina ha parlato nella missiva di un territorio «sconvolto e turbato», di un incidente con «risvolti inaccettabili», di un’«orribile vicenda» e di una «vita spezzata in modo così sconsiderato».

Intanto anche il fratello, per parte di madre, della vittima ha inteso tutelarsi, affidandosi al penalista di lungo corso Massimo Bruno. Non è noto, al momento, se la magistratura (la Procura, che ha disposto l’arresto dell’investitore, ha affidato il fascicolo al pm Andrea Maltomini) abbia richiesto l’esame autoptico, in casi così gravi una prassi. O se ritenga sufficiente l’ispezione cadaverica, anche in considerazione del fatto che le cause del decesso paiono evidenti: il 68enne pensionato aveva la gabbia toracica sfondata, situazione incompatibile con la sopravvivenza, infatti il cuore non aveva retto e subito dopo l’impatto era entrato in asistolìa. Mauro stava attraversando le strisce pedonali di via Matteotti, all’altezza del parcheggio del liceo, quando era stato centrato dalla Toyota Yaris, peraltro in fase di sorpasso. La violenta collisione lo aveva sollevato da terra e l’aveva fatto volare per una ventina di metri prima di morire sull’asfalto, al primo sabato di un luglio assolato. —

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