L’ira di Lucinico: «Dimenticati»

«Ridateci il Consiglio! Storia e cose fatte lo giustificano ampiamente».
È terminato così l’accorato intervento di Giorgio Stabon, presidente dell’Unione associazioni “Lucinis”, durante l’assemblea pubblica svoltasi al centro civico. A Lucinico, ancora non hanno digerito la cancellazione dei consigli circoscrizionali. Ad essere colpita l’identità di una comunità. A Lucinico vorrebbero che si sfruttasse la possibilità, garantita dalla Regione, di attivare quantomeno 4 cdq a Gorizia. «L’insieme dei fatti che abbiamo illustrato ha per noi un denominatore comune: di Lucinico - le parole di Stabon - ci si ricorda ogni tanto. L’amministrazione comunale rivolge il suo interesse soprattutto e innanzitutto al centro città. Su questa area sono state realizzate opere di entità assolutamente non paragonabili a quelle destinate, non solo alla nostra comunità, ma su tutta la periferia. Il momento che stiamo vivendo non è facile, già lo evidenziavamo nell’assemblea dell’altr’anno. Il nostro comune è in evidenti difficoltà, la popolazione diminuisce, l’imprenditorialità è debole, l’occupazione è un problema Nelle difficoltà si dovrebbe lavorare più uniti, si dovrebbero unire le forze e le migliori energie. L’unità deve però essere concretamente cercata, promossa e valorizzata. La vicenda dei Consigli di Quartiere non manifesta questa volontà; ne prendiamo atto e rinnoviamo la richiesta già fatta: ridateci il Consiglio!»
A Stabon e ai lucinichesi non è andato giù il fatto che della giunta comunale (a parte Ziberna arrivato più tardi) non c’era l’ombra l’altra sera. Erano presenti, sì, il presidente del Consiglio Roldo e i consiglieri comunali Bressan, Gentile e Stasi. «L’unico che si è giustificato, e di questo lo ringraziamo, è stato il vicesindaco Sartori che è anche assessore al Decentramento: era malato. Più di qualcuno se n’è andato prima della conclusione dell’assemblea, delusissimo per l’assenza di sindaco e assessori». Ma la riunione di ieri sera è stata anche l’occasione per parlare dei problemi annosi e irrisolti di Lucinico: dal nodo della 56 bis («Una vicenda avvolta nel mistero», le parole di Stabon) all’assenza di interventi nel cimitero («Erano stati promessi lavori con i soldi del tesoretto di 2 o 3 anni fa: anche qui dobbiamo constatare che nulla si è mosso»); dalla promessa manutenzione straordinaria di via Udine, Corte San Carlo e altri assi viari alla questione del centro civico che «attende, pure lui, una serie di interventi manutentivi».
«E siamo sempre in attesa della conclusione del primo lotto nell’ex scuola elementare De Amicis destinata a diventare casa delle associazioni. Il consiglio di quartiere, nel corso degli ultimi anni della sua attività, anche in assenza di richieste da parte dell’amministrazione comunale, aveva provveduto a segnalare ai competenti uffici numerosi interventi sollecitati dalla popolazione. L’ultima nota, in proposito, fu inoltrata nel luglio 2011 e metteva in evidenza l’opportunità di sistemare dei parcheggi in via Cicuta e sull’ area retrostante la palestra di via Venier. Ma nulla si è mosso», la conclusione di Stabon.
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