«Lisandra non si è pentita di quello che ha fatto» Lo sdegno dei familiari dei coniugi Burgato

La scelta di Lisandra Aguila Rico di ritrattare la versione iniziale, scaricando tutta la responsabilità del massacro di Lignano sul fratello Reiver? Una mossa che provoca «totale sdegno». Il giudizio durissimo arriva dagli avvocati Stefano Trabalza e Maria Cristina Clementi, legali dei parenti delle due vittime, Paolo Burgato e Rosetta Sostero.
«Il radicale cambiamento di rotta - affermano i due legali in una nota - induce a ritenere che Lisandra non abbia detto la verità, non dimostrando il benchè minimo accenno di pentimento, forte ora del fatto che il fratello stia cercando di guadagnarsi l’impunità attraverso la protezione dello Stato cubano. Il tempo stringe e se il cerchio non si dovesse chiudere in tempi brevi da parte delle autorità diplomatiche e giudiziarie italiane i due feroci assassini della famiglia Burgato avrebbero tutto da guadagnare». Ringraziando le forze dell’ordine e la magistratura, i due legali si appellano poi nuovamente al ministro della Giustizia e a quello degli Esteri «affinchè le procedure di rogatoria ed estradizione da parte degli inquirenti udinesi vengano seguite e sollecitate presso le autorità cubane che fino a oggi - concludono - sembrano rimaste inerti».
A garantire la buona fede della ventunenne cubana è, invece, il suo difensore Carlo Serbelloni. «Lisandra è pentita di tutto quello che è successo. Se potesse tornare indietro non rifarebbe nulla di quanto è accaduto quella notte, a prescindere da chi ha fatto cosa». Serbelloni conferma poi la volontà sua e della cliente di non entrare nel merito delle indiscrezioni uscite sul contenuto del secondo interrogatorio reso in carcere ai primi di ottobre, ora allegato alla rogatoria per l’interrogatorio di Reiver a Cuba: «Vogliamo tenere i riflettori spenti su Lisandra. Ci sarà un processo che sarà difficile, condizionato dal clamore mediatico della vicenda. Non c’è stata la richiesta di scuse ufficiali alla famiglia - conclude - proprio perchè non vogliamo strumentalizzare la situazione».
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