L’Isola “promossa” dai radioamatori è ora censita a livello internazionale

Il gruppo di Grado ha allestito una centrale operativa che ha permesso di effettuare 600 collegamenti con tutto il mondo 

GRADO

A mota Safon hanno operato sabato i radioamatori della sezione di Grado che hanno innalzato tre antenne e allestito una serie di apparecchiature radio, generatori, batterie e altre attrezzature.

Da una decina di giorni l’isola di mota Safon è stata inserita nell’elenco valido per la conquista di due diplomi. Il primo è quello delle isole italiane, l’altro quello delle isole a livello mondiale dove figurano anche alcune isolette della laguna gradese.

Il numero di collegamenti effettuati nell’arco di poco più di sette ore sono pressoché gli stessi della settimana prima, quando i radioamatori avevano attivato valle Tirelli (Mezzano), oltre 600, ma con una propagazione completamente diversa.

Infatti, a differenza della settimana prima, ci sono stati meno collegamenti con radioamatori italiani (oltre un centinaio) ma molti di più con quelli stranieri con spiccata presenza di russi, tedeschi e incredibilmente anche tanti giapponesi (ben 79). Ma non sono mancati nemmeno, oltre a quelli di tutti i Paesi europei, americani e radioamatori dei Paesi asiatici che sono riusciti a collegare i radioamatori di Grado.

I giornalisti presenti all’educational hanno chiesto lumi in dettaglio non solamente sull’attività specifica svolta sabato a mota Safon dai radioamatori della sezione di Grado ma anche su altri aspetti di di questo hobby. E naturalmente del ruolo dei radioamatori nel caso delle situazioni di emergenza.

Per questa esperienza in laguna i radioamatori si sono portati appresso circa tre quintali di apparecchiature e attrezzature che a conclusione delle operazioni hanno reimbarcato e riportato in sezione.

Salvo decisioni dell’ultimo momento, per quest’anno le attivazioni delle isole della laguna di Grado dovrebbero essere terminate. Se ne riparlerà il prossimo anno quando i radioamatori si recheranno a trasmettere da altre due isole che fino ad ora non sono mai state attivate soprattutto per la difficoltà di raggiungimento delle stesse dato che i canali sono invasi dai fanghi. —

AN.BO.



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