L’Istria fa segnare un saldo migratorio positivo

POLA. La stampa croata si sofferma ormai a ritmo pressoché giornaliero sull’esodo soprattutto dei giovani all’estero in cerca di migliori condizioni di lavoro, ma spinti anche dalla corruzione, nepotismo, clientelismo e la bassezza morale della classe politica al potere. Si calcola che dalla sua entrata nell’Unione europea nel 2013, siano emigrate dal paese 350.000 persone soprattutto in Germania e certe proiezioni per i prossimi 5 anni parlano di altri 500.000 partenti.
Il fenomeno però non riguarda più di tanto l’Istria che assieme a quella di Zagabria è l’unica regione con il saldo demografico migratorio positivo. I dati ufficiali per il 2017 parlano di 3.516 immigrati di fronte a 2.517 emigrati. Ebbene questi numeri in qualche modo riescono ad arginare il trend demografico negativo in fatto di nascite e decessi. Stando ai dati dell’Ufficio nazionale di statistica (Istat) l’altr’anno le nascite sono state 1.670 e i decessi ben 2.372. In cinque anni vale a dire 2014 al 2018 il numero dei decessi ha superato di 3.298 quello delle nascita. Comunque grazie al saldo migratorio positivo il numero degli abitanti in Istria rimane pressoche’ immutato, anzi si assiste a una lieve crescita. Infatti in base ai dati del censimento del 2011 erano 208.055 mentre l’Istat precisa che nel 2014 erano 208.262.
Che cosa attira in Istria la popolazione del resto della Croazia? Innanzitutto la decantata etichetta di regione più sviluppata dove la qualità della vita è migliore e si può più facilmente trovare lavoro che nella parte continentale del Paese, soprattutto nel turismo ormai da anni alla disperata ricerca di nuovi quadri visto l’aumento delle capacità ricettive. Ma anche l’edilizia e il settore commerciale in rapida espansione hanno bisogno di forze fresche, per le quali sempre più è necessario ricorrere all’importazione di manodopera.
Tornando al trend demografico, solo in 3 citta’ su 10 dell’Istria (i 30 comuni sono unità d’autogoverno locale minori) il saldo è positivo. Cittanova con 43 nati e 38 morti nel 2018, Parenzo (171-144) e Dignano (61-57). Tra le 7 rimanenti quella con il saldo peggiore è Albona con 76 nati e 149 morti, seguita stranamente da Umago che in barba agli alti standard sociali e di qualità della vita, con 84 nati e 149 morti. Al terzo posto il maggiore centro istriano, vale a dire Pola (431–736). Per quel che riguarda i comuni con il saldo positivo troviamo Valle,seguita da Verteneglio, Castellier–Santa Domenica, Montona, San Pietro in Selve, Antignana e Visinada. E l’Istria è ai primi posti nel Paese in fatto di divorzi in rapporto al numero di matrimoni:sempre nel 2018 ben 3028 coppie si sono separate su 802 matrimoni contratti. Addirittura ad Albona i divorzi sono stati maggiori dei matrimoni: 28 a 26. —
P.R.
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