Lite fra Cisint e Altran sul concerto di Povia

Se la musica è riconosciuta nel mondo come quel linguaggio universale capace di unire i popoli, a Monfalcone rischia di portare con sé solo un messaggio divisivo. Non si placa infatti la polemica innescata dopo l’annuncio dell’esibizione, mercoledì prossimo alla Festa del vino, del cantante Povia. Dopo le accuse dell’Anpi che ha alzato la voce contro la scelta dell’amministrazione comunale di invitare un cantante che « negli ultimi anni, ha proposto contenuti omofobi e razzisti», adesso il botta e risposta vede da una parte il sindaco Anna Maria Cisint difendere la sua scelta, dall’altra l’ex sindaca Silvia Altran mettere il dito nella piaga. «Il Comune di Monfalcone ha scritturato Povia come hanno fatto da tanti altri in Fvg - tuona Cisint -. Se l’Anpi di Monfalcone chiede la cancellazione del concerto, si rileva che in democrazia sembra incredibile che un artista, non particolarmente noto, in quanto non supportato dagli strumenti di informazione, (o meglio escluso da tutti i programmi, censurato e marchiato) riesca a creare tanto scompiglio». Entrando nel merito, secondo Cisint «questo artista, invece di entrare nelle logiche del pensiero a senso unico, ha differenziato il ragionamento, diventando uno degli artisti più discussi del momento in quanto esprime, in democrazia, un pensiero diverso su temi caldi come l’immigrazione, razzismo, economia, teoria gender, finanza, su cui le persone sono chiamate a riflettere e trovare una risposta».
«Risulta pertanto inaccettabile - conclude - che taluni soggetti si arroghino il diritto di decidere quali sono gli argomenti di cui parlare e quali su cui tacere e che parimenti si scomodino per chiedere la cancellazione di uno spettacolo». In tutta risposta al sindaco arriva per l’interrogazione Pd «sulla mancata autorizzazione allo svolgimento di un concerto di un’associazione senza scopo di lucro». Spiega la consigliera Pd Silvvia Altran: «A un’altra associazione, intenzionata a tenere nell’apposita sala del Centro Giovani un concerto di gruppi alternativi a Povia, che invece si esibirà in piazza, è stata recapitata una lettera di diniego, con la motivazione che “nel periodo della Festa del Vino non si concedono altre autorizzazioni''. È evidente che esiste un problema di natura sostanziale: è legittimo vietare l’utilizzo degli spazi pubblici a chi non è allineato con l’amministrazione leghista della città? La città non è proprietà della Lega nord, è di tutti i monfalconesi, anche quelli che non condividono la produzione culturale (se così vogliamo chiamarla) leghista. Se non ci sono problemi di inidoneità tecnica o motivi di ordine pubblico, meschini “dispetti” potrebbero connotarsi come veri abusi di potere». (el.pl.)
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