Lite tra centrodestra e sinistra sulla legge contro l’omofobia

Del Pizzo pone a Monfalcone la mozione contro la proposta Zan: «È liberticida» A Staranzano dove non c’è più il vessillo lbgt Negrari ribatte: «Anacronistico» 

Tiziana Carpinelli / MONFALCONE

Che ci saranno polemiche e saranno inevitabili, lo dice perfino Ciro DelPizzo, nonostante sia l’estensore, assieme al vicesindaco Paolo Venni, della mozione da portare in aula contro il disegno di legge in discussione in Parlamento e presentato alla Camera dei deputati dall’onorevole Alessandro Zan con cui si vuole punire omofobia e transfobia al pari di tutti gli altri comportamenti discriminatori. Una proposta di legge, agli occhi dei due esponenti della maggioranza a traino Lega, e pure del sindaco Anna Cisint che ieri ha promesso il suo appoggio convinto in Consiglio, rea di favorire la «criminalizzazione di un’opinione». Insomma, “liberticida”.

Questo a pochi giorni di distanza dai fatti di Staranzano, dove la capogruppo della Lega Tiziana Maioretto si è rivolta al Prefetto di Gorizia per chiedere la rimozione dal pennone municipale della bandiera arcobaleno, issata su iniziativa – accolta dal centrosinistra lì al governo – dei consiglieri di SpS Matteo Negrari e Riccardo Faraone per rivendicare i diritti della comunità lgbt, termine collettivo che abbraccia persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender. Un patrocinio simbolico che sarebbe dovuto arrivare a giugno, nel mese del Pride, slittato invece a luglio. Il sindaco del paese Riccardo Marchesan ha fatto calare il vessillo, dopo due giorni. Ma Negrari, che rimarca come «il prefetto non abbia mai detto di rimuoverlo, bensì ha chiesto spiegazioni», promette: «Il prossimo anno avremo di nuovo l’arcobaleno». E già a settembre l’esponente della Sinistra per Staranzano conta di organizzare un dibattito con Monica Cirinnà, senatrice democratica nota per l’approvazione della legge 76/2016, che ha istituito le unioni civili in Italia (e da lei ha preso il nome). «Non solo – rilancia – chiederemo come lista civica a Carlo e Christian, marito & marito, autori del blog Papà per scelta, di venire a Staranzano a presentare il loro libro». La battaglia per i diritti «non si ferma» qui.

Isontino dunque terra di dibattito su unioni civili, famiglie arcobaleno e istanze lgbt. Ma su fronti diversi. «Sono contro l’omofobia – afferma Del Pizzo –, ma nella proposta Zan rilevo il tentativo di rendere materia criminale questioni opinabili relative alla omotransfobia, con il tentativo di tacitare tutti quelli che ritengono non discriminante sostenere che il matrimonio, secondo la nostra Costituzione, può avvenire soltanto tra uomini e donne. Che i bambini hanno diritto ad avere un padre e una madre e che la pratica dell’utero in affitto nel nostro paese deve rimanere reato». Per il consigliere questo ddl è «inaccettabile» pure «nella proposta di una giornata nazionale contro l’omofobia», da celebrare nelle scuole, «mentre sul gender è in corso una violenta polemica tra i gruppi maggioritari delle femministe a difesa dei diritti delle donne e chi invece ritiene si possa diventare donne e viceversa senza cambiare chirurgicamente sesso». Quindi per Delpizzo basta l’applicazione, anche severa, delle norme penali già in vigore «per reprimere ogni atteggiamento di violenza e di odio, pure solo verbale, nei confronti delle persone per il loro orientamento sessuale».

«Sono fuori dal tempo», ribatte Negrari, che si aspetta che prima o poi una mozione copia e incolla approdi anche a Staranzano. «Dare un diritto a una persona – arringa – non significa togliere qualcosa a qualcuno. È sbagliato non capire che nella società questi sono temi ampiamente presenti, che le unioni civili sono la realtà. Due anni fa Francesca Vecchioni, che ha una compagna ed è madre di due bambini, è venuta nel nostro comune e non ha criticato nessuno, ma ha solo raccontato la sua esperienza, niente di più». «Chi, oggi, può negare che vi siano aggressioni verbali e fisiche – dice il consigliere – a persone omossessuali in Italia? Il problema esiste e va affrontato, non si può far finta di non vederlo. Le polemiche che solleva il centrodestra sono totalmente inutili e, soprattutto, non rappresentative della realtà. La famiglia esiste dove c’è amore: nelle famiglie omosessuali, in quelle etero e omogenitoriali. Certe affermazioni paiono medievali:dagli anni’50, da Pasolini, si parla di discriminazioni». –

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