Lo sfregio al Municipio di Gorizia: «Esclusa l’azione di estremisti»

Francesco Fain
È un giallo. Non è facile capire chi possa essere stato l’autore (o gli autori) dello sfregio al Municipio di Gorizia: chi, cioé, abbia vergato la scritta “Tutti a casa” con lo spray sui teloni di copertura dell’impalcatura utilizzata per gli interventi di manutenzione di Palazzo Attems-Santa Croce. Le indagini sono in corso. Il pallino è in mano alla Digos che, sin dal primo minuto, si è occupata della vicenda. E, oggi, il questore Paolo Gropuzzo qualcosa dice, anche se il quadro è ancora tutto da delineare con certezza. «In base ai primi accertamenti - dice il capo della polizia - escludo che l’azione possa essere stata portata avanti da gruppi estremisti, sia di destra, sia di sinistra. Perché? Per tutta una serie di cause, fra cui motivi che potremmo definire “stilistici”». Insomma, da quella scritta, dal suo stile, dalla modalità con cui è realizzata non si riesce a individuare una firma definita o, comunque, ascrivibile appunto a gruppo delle ali estreme. Ciò non significa che non vi sia una radice politica. Tutt’altro. Tant’è che il questore sottolinea che la vicenda può essere «plausibilmente riconducibile» a ciò che sta accadendo nel mondo politico goriziano, caratterizzato (come ben sappiamo) da un alto tasso di litigiosità, soprattutto nelle schiere del centrodestra.
Intanto, fondamentali diventano le immagini raccolte delle telecamere, sia quella comunale, sia quelle private: pare che, di queste ultime, ce ne siano due nelle vicinanze del palazzo municipale anche se si tratta di capire se il raggio d’azione abbraccia anche la facciata dello storico palazzo sottoposto, in questi giorni, a una “rinfrescata”, oltre che al rifacimento del tetto. «Non è una ricerca che si risolve dall’oggi al domani, anche perché - scandisce Gropuzzo - non si va solamente a cercare il momento in cui l’atto si sarebbe concretizzato ma vanno analizzate anche le immagini dei giorni prima per capire se c’è stato, come sicuramente è, uno studio del luogo per poi passare all’azione».
Ma cosa rischia l’autore o gli autori dell’atto vandalico? «Si agisce solamente di fronte a una denuncia e, nella fattispecie, ci vorrebbe una querela da parte della ditta perché sono stati lordati i teloni del cantiere che sono un bene privato. Non si tratta, tecnicamente, di imbrattamento di un luogo pubblico, perché la facciata del Municipio, in quanto tale, non è stata toccata minimamente».
La Polizia locale sta collaborando strettamente con la Digos. Il comandante dei vigili urbani Marco Muzzatti sottolinea con forza la massima collaborazione instaurata con la Polizia. «Stanno visionando le telecamere - dice -, dalle quali si spera di riuscire a raccogliere elementi utili per le indagini». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








