Lo Stato cede sei caserme in Fvg e apre la caccia ai privati

Scatta il piano di dismissioni dei siti militari avviato dal ministero della Difesa In Friuli Venezia Giulia il numero più alto delle strutture da mettere sul mercato
Di Marco Ballico
Silvano Trieste 19/02/2012 La Caserma di via Rossetti
Silvano Trieste 19/02/2012 La Caserma di via Rossetti

TRIESTE. Lo Stato “regala” venti caserme e il Friuli Venezia Giulia fa la parte del leone. La nostra regione conta ben sei immobili che il ministero della Difesa intende consegnare alla comunità: tra questi, c’è pure la Vittorio Emanuele III di Trieste, assieme alla Brandolin di Aquileia, la Montezemolo di Palmanova, la Caverzerani, la Schiavi e la Friuli (ad esclusione del palazzo della Gdf) di Udine. Seguono il Veneto con quattro, la Lombardia e il Piemonte con tre, mentre Calabria, Sicilia, Toscana e Abruzzo portano a casa una caserma ciascuno.

È Mario Mauro, il ministro della Difesa, ad annunciare la cessione di alcune strutture militari. Faranno parte del pacchetto dismissioni che il governo Letta si appresta a discutere. Un processo, peraltro, avviato da una ventina d’anni, «ma con risultati piuttosto deludenti», commenta il ministro. L’obiettivo è di invertire quel trend. E di fare in modo che, con opportuni investimenti privati, si riesca a trasformare aree abbandonate in servizi, musei o scuole. Anche perché l’aspetto economico non è di poco conto. Secondo una prima stima, il Demanio civile potrebbe incassare fino a 5 miliardi. Si tratta innanzitutto di cambiare la destinazione d’uso delle ex caserme – il nodo che frena i privati, spaventati dai tempi lunghi del passaggio a complessi utilizzabili a fini commerciali – e, a quel punto, si raccoglieranno le offerte.

Pare dunque che l’operazione parta davvero. Anche a Trieste, nella vasta area (circa 12 ettari) di via Rossetti che ha ospitato lo scomparso battaglione San Giusto. La Vittorio Emanuele III, dismessa nel 2008, da tempo inutilizzata e a rischio degrado, stando all’annuncio del ministro Mauro passa ora dal Demanio militare a quello civile e potrà così, chissà, diventare sede di scuole come volevano Provincia e Comune. La prudenza, naturalmente, è sempre obbligata ricordando le dichiarazioni del marzo di 5 anni fa del sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto: «Per ottenere la dismissione ci vorrà qualche mese». Anche per questo il sindaco Roberto Cosolini attende elementi certi prima di una dichiarazione. Pure l'assessore regionale alla Pianificazione territoriale Mariagrazia Santoro rileva la necessità di verificare quale sarà l’iter statale per rendere effettivamente disponibili questi beni. In ogni caso, aggiunge, «siamo pronti a collaborare per trovare soluzioni rapide ed efficaci. La dismissione delle caserme è sicuramente una grande opportunità, che mette a disposizione spazi e luoghi anche di grande pregio che potrebbero essere recuperati e riportati alla fruizione dei cittadini».

Oltre a quella triestina, entrano nella lista ministeriale, che contiene strutture simboliche come La Marmora di Torino e la Mameli di Milano, anche caserme di Udine, Palmanova e Aquileia. A Palmanova, nell’attesa di una partnership pubblico-privata, la caserma Ederle già funziona come parcheggio. Dallo Stato arriverebbe però anche la Montezemolo, sede della Brigata Pozzuolo fino a metà degli anni Novanta prima del trasferimento a Gorizia. «Senz’altro una buona notizia – dice il sindaco Francesco Martines –, speriamo che per una volta i tempi siano realmente brevi». Nei mesi scorsi il Comune aveva già intuito che qualcosa si stava muovendo. Dal Demanio era infatti giunta la richiesta di un’operazione di pulizia e l’ex caserma – a costo zero dato che le ditte incaricate si sono poi tenute la legna tagliata – è stata liberata da rovi e sterpaglie. Premesso che il Comune sarà protagonista solo nel caso di non dover essere costretto a spendere soldi, Martines rende noto il bando per potere avviare un’operazione assieme ai privati in una zona di 55mila metri quadrati che al suo interno ha un immobile di grande pregio quale la caserma napoleonica Gamerra. «In passato si era parlato di insediarci i Carabinieri – ricorda il sindaco –, pure Autovie Venete ci aveva messo un occhio. Ma credo che l’ideale sarebbe prevedere una grande area di servizi».

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