L’Ogs rimpingua le fila e assume 12 persone

Sono 12 le nuove assunzioni a tempo indeterminato all’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale - Ogs. Ieri mattina, nella sede di Borgo Grotta Gigante, quattro ricercatori e otto tecnologi hanno firmato il contratto che li inserisce permanentemente nell’organico dell’Ente. Si tratta di oceanografi, geofisici e sismologi, con elevata qualificazione e specializzazione nelle principali tematiche di ricerca dell’Istituto. L’Ogs punta, quindi, sulla crescita e sulla valorizzazione del proprio personale prestando particolare attenzione al merito e alle capacità, oltre che alle ricadute su temi scientifici di forte impatto per il Paese e per la Società, quali il mare e gli oceani, l’interno della Terra, la riduzione dei rischi, le aree polari e la Scienza aperta.

«Queste assunzioni a tempo indeterminato, che interessano cinque uomini e sette donne, sono in linea con i piani di sviluppo dell’ente che negli ultimi anni hanno previsto il reclutamento di oltre 50 ricercatori, tecnologi, tecnici e amministrativi» afferma Paola Del Negro, direttrice generale dell’Ogs. «Il processo proseguirà nel prossimo anno, quando verranno aperti altri bandi per ricercatori e tecnologi, con 20 posizioni dedicate al personale tecnico-amministrativo, fondamentale per una crescita sostenibile dell’ente».

«Secondo il piano di programmazione ordinaria entro il 2022 l’Ogs si sarà potenziato di 48 unità di personale: un forte segnale che conferma la grande attenzione che l'Ente dedica alle risorse umane per la ricerca e per l’innovazione» dichiara il presidente dell’Ogs Nicola Casagli. «A tale piano si dovranno poi sommare le risorse straordinarie messe a disposizione dalle varie misure previste dalle leggi di bilancio e dal piano nazionale di ripresa e resilienza. È un buon momento per la ricerca italiana, dopo tanti anni di improvvida austerità. Gli investimenti in ricerca sono infatti fondamentali per sostenere la ripresa del Paese e la sua crescita economica, sociale e culturale», chiude Casagli. —

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