L’ok ambientale in giunta accelera il patto con Regione e Authority
La giunta comunale approva la Valutazione ambientale strategica (Vas) sul Porto vecchio e il sindaco Roberto Dipiazza è legittimato a firmare l’accordo di programma, che, d’intesa con Regione Fvg e Autorità portuale, definisce la “governance” dei 65 ettari tra il Molo IV e il terrapieno di Barcola.
Il punto cardine della riqualificazione è l’articolazione del grande spazio in quattro sistemi: procedendo dal centro verso Nord troviamo la zona mista (residenziale-turistica-commerciale), la zona dei moli (che resta competenza dell’Autorità), la zona espositivo-culturale, la zona ludico-sportiva.
Avanti allora - spiega il direttore dipartimentale Giulio Bernetti - con variante urbanistica, distinzione tra proprietà pubblica e quella alienabile, statuto del consorzio (controllato al 52% dal Municipio): finalmente scopriremo quanti posti ci saranno nel cda.
Ma se Dipiazza ha ottenuto il via libera, dovrà comunque coordinarsi con gli autografi di Massimiliano Fedriga e di Zeno D’Agostino. L’accordo di programma, una volta firmato dal primo cittadino, sarà ratificato (o meno) entro 30 giorni dal Consiglio comunale, senza dibattito.
Il procedimento di Vas era stato avviato nel settembre del 2019, avendo coinvolto nell’iter Arpa, Soprintendenza, Azienda sanitaria.
A giugno una prima recezione da parte della giunta comunale, poi, una volta pubblicato in luglio nel bollettino della Regione, nei 60 giorni a disposizione della cittadinanza il documento ha attirato 14 osservazioni.
A presentarle Roberto Dambrosi per “Un’altra città”, Italia nostra, Giulio Taccheo, Territorio libero di Trieste, Regione Fvg (Ambiente), Stefano Caprin, Nicola Falconetti, Laura Famulari come segretario provinciale del Pd, Arpa, Gianfranco Depinguente per Italia viva Fvg, Ordine degli architetti, Studio Metroarea.
Qualcuna è stata recepita, la gran parte no. Frequenti le richieste di ottenere ulteriore tempo per l’analisi delle carte. Trasportistica in primo piano: ricorrente l’attenzione (perlopiù critica) alla cosiddetta “ovovia”, l’impianto a fune che nei desiderata comunali dovrebbe collegare centro, Porto vecchio, Opicina. Evidenze inoltre sull’utilizzo della ferrovia all’interno del compendio e sugli impatti producibili dal traffico rotaia/mare.
Chiarimenti poi sulla prestazione energetica degli edifici, sui rumori, sulla gestione dei rifiuti. Interessa dal punto di vista tecnico-progettuale la possibilità dei cosiddetti “collegamenti aerei” tra gli stabili. Il Tlt, oltre che sul presupposto giuridico dell’area, ha obiettato sull’ampiezza della zona inquinata e sulla rete fognaria.
Non sono mancati momenti più leggeri, come la conversione della “vecchia locanda” in ristorante-caffetteria-bistrot con infopoint. Strepitosa la richiesta, a cura del Servizio valutazioni ambientali della Regione, di un adeguato monitoraggio dedicato alla presenza dei chirotteri, che potremmo tradurre nel più divulgabile pipistrelli. —
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