L’omaggio a Zanet «Volontario prezioso persona spontanea»
RONCHI
La scomparsa di Tranquillo Zanet ha lasciato il segno nella comunità di Ronchi. «Nella sua vita – racconta l’ex deputato e presidente del Coni regionale, Giorgio Brandolin – Tranquillo è stato un apprezzato tecnico dell’Ansaldo, oltreché calciatore e dirigente fin da giovane. In ambito calcistico, ha ricoperto, con grande spirito volontaristico e sempre affiancato dalla moglie Clementina, svariati ruoli. Indelebile, per me, è il ricordo di aver sciolto assieme a lui la suddetta polisportiva, formando le tre società di calcio, ciclismo e bocce». Dopo aver lasciato il calcio sotto la presidenza di Giuseppe Petrini al termine della stagione 1996-97, Zanet si era dedicato esclusivamente alle bocce, svolgendo, tra le diverse mansioni e cariche, quella di presidente del circolo bocciodromo Civelli e dirigente della Fib provinciale. «L’ho frequentato – rammenta il consigliere regionale Diego Moretti – in occasione delle tante manifestazioni che lo annoveravano tra i principali promotori. Ne ho apprezzato, oltre alle capacità dirigenziali, la spontaneità e la franchezza».
Spontaneità e franchezza non facevano certo difetto a Zanet. “Assessore, non ci siamo!” sono le schiette parole che, dal 2006, il consigliere comunale Gianluca Masotti, allora fresco assessore allo sport, ricorda ancor oggi del suo primo incontro con Zanet. «Me le disse subito dopo avermi stretto la mano al bocciodromo, enumerando poi per filo e per segno tutti i lavori necessari. Il suo pungolo costante e appassionato è stato fondamentale per realizzare le manifestazioni e l’ammodernamento del bocciodromo. Considero un privilegio l’aver potuto collaborare con lui». —
LU.PE.
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