Lorelli (Filt): alibi terminati la Regione dia il via all’escavo

«Basta, non ci sono più alibi! Dopo l’inchiesta apparsa sul giornale che dimostra che non servono autorizzazioni romane né per la manutenzione e i dragaggi del canale, né per il deposito dei fanghi...

«Basta, non ci sono più alibi! Dopo l’inchiesta apparsa sul giornale che dimostra che non servono autorizzazioni romane né per la manutenzione e i dragaggi del canale, né per il deposito dei fanghi nella cassa di colmata, non ci possono essere più alibi per nessuno, immediatamente la Regione deve dare il via ai lavori necessari per dare una prima risposta alla salvezza del Porto di Monfalcone». A sostenerlo in una nota il segretario provinciale della Filt-Cgil, Valentino Lorelli che definisce la situazione in porto «ormai grottesca».

«Mentre il porto va verso il sicuro e definitivo declino con conseguenze drammatiche per il territorio - accusa Lortelli - si scopre che coloro che avrebbero dovuto velocizzare le procedure le avrebbero complicate perdendo ulteriore tempo e sprecando ulteriori risorse economiche. I lavoratori del porto, le imprese, il territorio per le prospettive di lavoro che potrebbe dare un porto efficiente, non devono tollerare ulteriori ritardi attribuiti alla burocrazia perchè sono una palese ed ingiustificata falsità tanto più dopo gli esempi positivi dei porti di Venezia e Cagliari».

Questo, spiega il segretario Filt «non risolve tutti i problemi del porto, manutenzione del fondale e scavo del canale di accesso ripristinano un agibilità fondamentale per la corretta attività corrente». Rimangono «irrisolti» i temi della modifica alla legge Regionale soprattutto per quanto riguarda la vera “governance” dello scalo e «rimane aperta la questione di quale piano regolatore vogliamo per dare delle vere prospettive di crescita al porto. Queste scelte devono essere condivise tra tutte le istituzioni, imprese e parti sociali del territorio perche da esse dipenderà gran parte del futuro dell’economia non solo isontina ma di tutta la regione».

Lorelli conclude chiedendo «chiarezza sulle responsabilità che hanno condotto la vicenda a questo punto, lo richiede la trasparenza dovuta ai cittadini, lo pretendono i lavoratori portuali cassaintegrati e quelli che il posto di lavoro lo hanno perso».

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