L’Ospedale militare di Pola diventa centro dedicato ai contagiati Covid

Nella penisola indice di positività intorno al 10% 
Un'immagine del centro storico di Pola
Un'immagine del centro storico di Pola

POLA Ancora una trasformazione per l’Ospedale militare di Pola, costruito nel 1861 per la Marina militare austro-ungarica. Considerata l’emergenza Coronavirus, la struttura è diventata esclusivamente Covid-19. Una scelta dettata dall’impennata della curva epidemiologica rilevata anche in Istria nelle ultime tre settimane. Fino a qualche mese fa questo era l’ospedale civile regionale, ma poi è iniziato il graduale trasferimento dei suoi reparti nella moderna struttura sanitaria costruita in centro città. Dunque è rimasto tanto spazio vuoto, da usare appunto per accogliere i malati di Covid-19 bisognosi di ricovero. Al momento i pazienti ricoverati sono 28 mentre i letti disponibili sono 64 che in caso di estrema necessità possono arrivare a 100, non di più. I respiratori in dotazione sono 18 e altri 5 sono in arrivo, mentre due sono stati prestati alla Clinica ospedaliera di Fiume.

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«Il nostro piano - spiega al quotidiano Glas Istre la direttrice dell’ospedale Irena Hrstić - è di trasferire a Fiume i pazienti che necessitano dell’aerazione artificiale unicamente a causa del Covid–19. Invece qui a Pola i respiratori sono destinati ai pazienti Covid che però soffrono anche di altre patologie». «Per il momento a Pola la situazione non è allarmante - aggiunge Hrstić - lo diventerebbe nel momento in cui fosse usato l’80% dei respiratori». Per quanto riguarda il quadro epidemiologico del personale ospedaliero, al momento sei dipendenti risultano positivi, per la precisione un medico e 5 infermieri, mentre quelli in isolamento domiciliare fiduciario sono 12.

A Fiume, invece, Dino Kozlevac, responsabile della task force istriana della Protezione civile, ha dovuto alzare bandiera bianca. Almeno temporaneamente. Kozlevac ha ceduto alla stanchezza, allo stress, piegato da difficoltà respiratorie dovute ad una leggera forma di polmonite, che ne ha reso necessario il ricovero all'Ospedale maggiore di Pola. Dove si sta riprendendo, come reso noto dalla direttrice del nosocomio, Irena Hrstić: «Il suo quadro clinico è ora soddisfacente – ha detto – Kozlevac è in cura nel reparto di pneumologia e posso confermare che il tampone a cui è stato sottoposto ha dato esito negativo. Il suo organismo è provato, adesso gli servono tranquillità e riposo».

Restando in Istria, ieri, con 567 tamponi effettuati, i contagi sono stati 59, con un indice di positività al 10%. Sei i casi importati: 3 da Zagabria e uno ciascuno da Italia, Fiume e Bosnia–Erzegovina.

Non elevato nemmeno il numero delle persone colpite dal Sars-Cov-2 nella contea del Quarnero e Gorski kotar: 104 per la precisione, mentre i test sono stati 791. Il rapporto controlli-positivi è pari al 13%. Il direttore dell’Istituto regionale della Salute pubblica, Vladimir Mičović, ha sottolineato che negli ultimi giorni non si è registrato nemmeno un caso tra gli assistiti degli ospizi nella regione. —


 

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